Si erano conosciuti senza essere stati presentati in circostanze tranquille come si conviene a persone che vogliono conoscere e capire l'altro.
Si vedevano spesso ma non si guardavano con attenzione, erano solamente presenti tra altre persone, si incontravano al Bar o alla Stazione dei Bus o a qualche festa occasionale.
Ognuno per la sua strada e anche quando si imbattevano per circostanze casuali, si schivavano scusandosi con un lieve sorriso.
Nel mese di luglio caldo e veramente estivo nella pineta di Sistiana ci incontrammo occasionalmente, con i soli costumi da bagno, seduti su di un plaid assieme ad altri amici, cominciammo a guardarci in altro modo, gli sguardi prima furtivi e veloci con il trascorrere dei minuti trovavano sempre più il sorriso dell'altro, la conversazione andava nel senso dell'allegria con battute su tutto quanto potesse divertire. Io esageravo nel mimare certe situazioni sconvenienti, ma, come cominciò l'incontro, così finì al calare del sole, non ebbi il coraggio di fare delle avance, sarebbe bastato poco, ti posso accompagnare a casa, vuoi un passaggio? Nulla. Ci dividemmo con un semplice ciao.
Passati molti giorni da quell'incontro là nella pineta, non ci pensavo proprio più, con il mio carattere timido essendo nato sotto il segno del Capricorno le difficoltà che avevo per un nuovo approccio con la ragazza dagli occhi da “Soraya”, non era nei miei programmi; avevo una dignità da difendere e poi dovevo scusarmi con me stesso per la mancanza di iniziativa del momento.
Mi sono detto tante volte che per farmi capire bisogna che apra la bocca e cominci a parlare.
Come se fosse facile farsi ascoltare! Ci sono dei momenti quando si è soli a tu per tu con la ragazza “dell'allegria confezionata dal momento”,in cui le chiedi “ sai una cosa” e lei ti risponde “sii”, allora in torno a te si fa il vuoto e il silenzio più assoluto ti circonda, ti senti messo in piedi su una sedia come quando dovevi recitare da bambino una poesia, ti senti preso in una morsa perchè non hai una risposta e sei consapevole del momento. Vorresti dire delle cose che lasciano il segno, bisogna essere veloci, lei è lì che aspetta con una faccia che non lascia dubbi, vuole sapere.
Beh...qualche volta sono anche intelligente. Le chiesi spontaneamente tutto d'un fiato“ cosa fai questa sera?” ebbi una risposta che non mi sarei mai e poi mai aspettato “ ci possiamo vedere al Parco della Rimembranza, sai quella panchina un po nascosta che sta dietro al monumento distrutto, ore sette e mezza ti va bene ?”
Come sapeva parlare bene e poi con quella voce, mi chiese “tu fumi?” Sembrava che con questa trasgressione mi avesse trasmesso un segreto più che intimo, mi sentivo il suo consigliere personale.
Dimenticavo... Tutto questo avvenne quando con la mia bicicletta transitavo in una via della periferia cittadina, mi sentii chiamare da lontano con il mio nome, voltai la testa e la vidi con il braccio alzato farmi segno di fermarmi, non solo mi fermai ma con un colpo di pedali ero davanti a lei in men che non si dica, si dice così ?
Mezz'ora prima del tempo stabilito, ero trepidamente seduto sulla panchina e guardavo nelle varie direzioni domandandomi da dove sarebbe sbucata.
Arrivò con tutto il suo potenziale femminile, era davvero una bellissima ragazza, sapevo che con lei dovevo dare il massimo di me stesso e questo mi preoccupava molto. Non è nel mio carattere essere così brillante, sono un taciturno per nascita. Il momento non mi permetteva di pensare, la adrenalina aveva fatto il suo corso, ero pronto.