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Pubblicata il 11/01/2009
Quel mattino cadeva tanta neve:
te la mostravo alla finestra
il penultimo giorno
che passavamo insieme:
forse ti avevo dato
gli ultimi dispiaceri.
“Guarda, papà, quanta neve che cade!”
Assentisti guardandola
dal tuo letto di morte;
eri calmo, sereno:
sapevi quel che stava per succedere,
e lo sapevo anch’io.
La stanza si riempì di candore,
di luce e di silenzio…

Fu quella
l’Epifania più bella.
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E' veramente struggente questa poesia che non conoscevo ... le emozioni evocate prendono la mente profondamente, coinvolgono nella malinconia, nel rimpianto, ma al tempo stesso in una sorta di consapevolezza insieme triste e serena. L'andamento morbido del verso accentua questa sensazione, come pure l'elegante semplicità del lessico.
Mi è piaciuta proprio. Ti abbraccio.

il 16/02/2009 alle 22:46

Come sempre, maddy, mi fai sentire braccato, stanato dal mio "rifugio". Ma come fai? Dove mi potrò nascondere che tu non mi scovi?

il 16/02/2009 alle 22:58