PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 08/01/2009
Ti prendo la mano e dico:
“Queste dita ti siano filo di Arianna nelle fogne della vita,
fune sul precipizio
e archetti che suonino il tuo piacere.
Diventeranno però serpi stritolanti
il tuo corpo traditore”.
Bacio le tue labbra, da dama barocca
E dico:
“Questi mia bocca ti sia fonte di eterna felicità,
compagna delle tue labbra
e dolcemente ti ritestimoni sempre il mio amore.
Diventerà però belva mordace se sentirà il sapore d’altre”.
Raccolgo dal mio sesso una goccia di piacere,
stillata dall’emozione del momento,
e dico:
“Bevi. Questo mio nettare ti sia nutrimento dell’anima,
vino inebriante nei convegni d’amore
e tenga sempre- verdi i tuoi sensi.
Diventerà però cicuta,
e consegnarà alla morte la persona che sei con me,
qualora cercassi altre magie”.
L’incantesimo/maledizione è cosi istituito.
(Alla mia Musa, 2008)
  • Attualmente 5/5 meriti.
5,0/5 meriti (1 voti)