Quel vagito lontano
come il cantico soave
della sua dolce sirena,
i primi giovani passi
intrecciati al vento
dalle maglie sottili
di quelle reti a mare,
il vigore d'un tempo
sanguinato in acqua
dalle mani tagliate
dai fili d'un azzurro
e smisurato destino,
quelle dolorose lunghe attese
dal calare e salpare scandite,
mai lunghe come per le donne
che dalla terra temevano il mare.
Il vigoroso volo dei gabbiani
alza un saluto libero d'ali
alla vita stanca ma piena
che oggi porti in secca
con i pensieri in disuso
che scivolano lenti alla foce.