Temere l’inverno che verrà e comperarsi un insieme berretto e sciarpa con i colori dell’autunno significa, avere l’anima per traverso per i ricordi dell’inverno passato.
Sto ingannando me stesso per il tempo che verrà.
La giornata si presenta, fredda ed umida
Il viale impantanato dalle foglie colorate dei platani ed il bagnato in terra rendono l’atmosfera della via, scolorata e poco scintillante per il sole di questo giorno autunnale.
. Mi sono immerso in questo scenario per cercare di far parte dei momenti che verranno..
Devo assolutamente scappare dalla città e cercare conforto nella natura.
Ho preso la moto con molto entusiasmo e correndo nell’aria tersa penso, almeno così credo, di levare dalla mia persona la cappa chiusa prematuramente dall’autunno incalzante.
Mi sono fermato con il mezzo sotto ad una quercia secolare, penso che non tutto è ancora perduto dell’estate trascorsa, forse…
Con il mio completo di lana colorata, cammino tra le doline del Carso immedesimandomi ai variegati colori rossi del sommaco, per confondere la mia mente ancora aperta alla calda estate trascorsa.
Sciamando con i piedi tra le foglie cadute, faccio un fruscio che assomiglia ad una carezza sulla guancia lasciata da una donna estiva.
L’inverno: è terribilmente certo che verrà.
I ricordi, accarezzati dall’estate sono ormai in fuga dalla mia debole e vecchia memoria
Tutto sembra spegnersi nel ricordo del vecchio inverno passato.
Un refolo di bora agita e scompiglia le foglie cadute.
Rimango impietrito, apro lo sguardo a ventaglio, tutto si muove ai colpi di vento impetuosi.
Lo scenario è stupendo, tutto si stringe attorno alle quinte dell’opera nuova.
Non c’è dubbio; il cambio di stagione è incominciato prematuramente.
La visione di questo cambio di stagione è innegabilmente molta coinvolgente, sono alla presenza della vita che si trasforma.
Sono molto felice di essere sulla scena.
Ho tirato lo zip fino sotto il mento, la bora mi scompiglia i capelli, il berretto rimesso in testa è tirato giù fino agli occhi, la sciarpa di lana mi da un senso di calore mai provato.
Una frustata di bora tira su le foglie dal suolo sparandole verso i rami più alti delle querce, tutto è vivo intorno a me, ogni tanto sono spostato da un refolo più forte, sento le sue mani ancora non gelate che mi spingono per la schiena e mi aiutano a raggiungere la moto.
Questa volta al cambio delle stagioni ci sono anch’io, ne faccio parte integrante.
Sono stordito da tanto vento fresco, non pensavo di poter essere così felice, sono quasi drogato da questa metamorfosi.
L’aria è frizzante, e lo sono anch’io.