Ora sono solo davanti a LUI, da dove devo cominciare, prendere la parola per primo o aspettare il suo richiamo?
Cominciare a parlare con un buon giorno Eminenza, forse dovrei dire Eccellenza, maestro, maestà, signore iddio, e poi buongiorno….. mi sembra una presa per il culo, se non c’è il tempo quassù da contare, l’infinito non ha spazio e allora che tempo farà? Mattino, pomeriggio, sera, notte o solamente…….. LUCE?
LUI mi dirà, siedi!
Mi siederei volentieri, ma dove? Nello spazio?
Sedermi in questo modo, sento già i “sgrisolini” correre lungo le gambe, ho sempre sofferto di vertigini, tutta la vita.
Già……ora sono morto, dovrei essere uno di loro, dunque senza problemi.
Ho deciso mi siederò, più morto di così.
Vieni avanti…… (fate voi)!
Ostia….Ci risiamo, non serve neanche morire, forse dovrei avere un’altra faccia?
Fammi il piacere lo spirito è senza figura, non c’è sagoma che delinei qualcosa d’umano.
Sono un po’ spaventato: non sono niente!
Se mi lascia un po’ di tempo o se mi concede un momento per parlare, cosa potrei chiedere?
Vorrei vedere i miei cani, tutti!
Magari parlano, potremmo iniziare una lunga conversazione del passato e del presente sempre Dio permettendo.
Vorrei domandare alla mia piccola “Tata”, come sapevi quando io aprivo con molta accortezza la porticina dell’armadio dove tenevo la cioccolata, dormivi nell’altra stanza senza ritegno, russavi.
Non so immaginare quanto piacere avrò nell’ascoltarla, dovrebbe avere una voce squisitamente femminile, mi dirà: caro amico mio o carissimo Claudio, ti ho aspettato quassù con lo stesso entusiasmo come quando rientravi a casa Nostra, vieni avanti che ti voglio abbracciare.
Morirò di passione.