Mite e silente armonia di chi vive assaporando anche l'istante in cui si resta sospesi..come in apnea.
molto MOlto Molto MOLTO molto molto bella..
V 5
KLavier
mah... non credo che vivere sia poi cosí banale...
se era inteso come un qualcosa di assolutamente "normale" che capita a tutti beh, allora siamo d'accordo!!
banalmente
P.
é che ci siam presi una sera libera (dopo davvero tanto tempo) per andare al cinema e ci siamo accorti, improvvisamente, di aver preso un bel respiro ; )
correntemente
P.
ps: il film in questione, neanche a farlo apposta, era "Qualcuno con cui correre" tratto dal romanzo di Grossman che consiglio vivamente a tutti
la cosa difficile é decidere cosa fare dopo aver guardato...
meditantemente
P.
ehehheh...quando si dice le coincidenze..ok ..spero di andarlo a vedere..ciao P
K
la poesia non è male a parte alcune flessioni all'inizio e gerundi che non agevolano la lettura
nella seconda strofa si riprende fiato e il percorso diventa agevole lasciando spazio alla riflessione e all'attenzione, così chi scrive, riesce ad aprirsi e a catturare chi legge. Mi piace questa tua poesia perché non sei banale, ma tu non lo sei quando scrivi, e mi piace "Lasciamo dunque Amore mio
che questa sera il mondo ci lasci,
indietro,"
è importante questa frase e racchiude una delicatezza e una tenerezza infinite, per stare attento all'altro perché è quel rimanere indietro, anzi quel lasciare che si rimanga indietro che rende il tutto poesia, anche quella vita che non ci permette a volte di sostare o di restare indietro.... il rimanere indietro, nella nostra cultura, si connota di negativo, invece non si comprende quanto possa essere importante per chi resta e per chi se ne accorge e sa fermarsi con....
un caro saluto