PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 21/11/2008
Apprendere e assorbire
per non possedere nulla.

Comprendere e penetrare
per poi dimenticare.

Partire sempre da zero
con la sensazione di non trattenere nulla.

Magazziniere che accumula
non sapendo dove ripone le cose
vivendo sospeso
come se non le avesse mai riposte.

Un alito che si schianta nel ventro
diventa carta e penna.
Per poi contemplare
lo svanire di ciò che c'è
ma più non trovi.

Così percorrere la via
gustando sempre la prima meraviglia
consapevole che per te
tutto sarà Provvidenza.
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In questo compendio delle antitesi una dialettica del detto, ma non totalmente, espresso-inesprimibile. Dopotutto la poesia bussa alle porte dell'infinito...
Agostino.

il 21/11/2008 alle 14:22

che bella e profonda questa tua, caro Amico, descrive degnamente la posizione di una persona che si spoglia di tutto per vivere la quotidianità e il dono della Provvidenza,che nulla le farà mancare come ai gigli dei campi e gli uccelli dei boschi. d' altro canto tu sei meglio informato di me di quanto Egli, l'Uno e Trino, sappia essere generoso con chi ama.

il 21/11/2008 alle 14:28

MOlto bella...se solo riuscissimo a capire..che tutto è Provvidenza..saremmo diversi..con gli altri e con noi stessi.
buona serata
Klavier

il 21/11/2008 alle 22:16

Sarebbe bello poterci disporre nei confronti della vita col sentimento dello stupore verso le piccole cose, senza l'ansia di dovere avere tra le mani il tanto.
Ciao
mati

il 22/11/2008 alle 00:17