Questi sandali mi hanno fatto sempre male, ed è per questo che li detesto e li porto mal volentieri. Il mio vestire un po' dimesso non mi conforta per quello che devo assolvere in questa Domenica, non è che devo fare nulla di preciso, devo solamente far passare queste ore pomeridiane ma, mi manca quel conforto che viene da chi sa quello che deve fare.
Attraverso di “sbiego” la piazza assolata, avrei fatto molto meglio a seguire l'ombra delle case che sono alla mia sinistra, ma anche se l'avessi fatto avrei rubato del tempo al mio tempo, e poi?
Guardo il caffè Milano, è chiuso come sono immancabilmente chiusi a quest'ora tutti gli altri.
Forse questa non è l'ora adatta per cercare compagnia, sprofondo le mani in tasca in cerca di un bigliettino sul quale avevo scritto in fretta un numero di telefono, trovato.
Il foglietto è così “mastruzzado” che a malapena riesco a leggere due numeri, rinuncio.
Proseguo la mia vita a tempo “stupido”, cammino sicuro verso i giardini Pubblici cercando l'ombra che non c'è, mi fermo, sono indeciso e penso di ritornare a casa, a fare cosa?
Meglio proseguire, il tempo passerà.
Penso ad un amico al quale avevo domandato, cosa devo fare alla domenica pomeriggio per trovare compagnia. Mi aveva risposto che non avevo inquadrato bene la situazione, perché le ragazze sono come i fiori, stanno chiusi di giorno per poi aprirsi alla sera invitati dalla frescura dell'aria.
Lo capivo bene di quel suo dire, ma io avevo sei ore davanti a me, per consumarle come?
Avevo scelto con molta cura e tranquillità la panchina all'ombra di un altissimo albero, guardo quella di fronte assolata e sola, proprio come me.
Anche lo zampillo della fontana dei pesci rumoreggiando sommessamente, esprime l'ora stanca e dimessa.
Il sole filtrando attraverso i platani arroventa i piccoli sassolini, che inermi senza via d'uscita stanno lì aspettando l'ombra della sera.
Sono stanco di non fare niente, mi alzo e con dei colpetti del piede sposto la ghiaia assolata all'ombra, devo aver anticipato il loro desiderio, ne sono sicuro, ora tutta la ghiaia si distende e rumoreggiando mi saluta.
Quattro passi attraverso i vialetti ammutoliti mi portano alla fontanella, l'acqua zampilla sempre buona e fresca come ai tempi della giovinezza, fatta di corsa a perdifiato dalla valletta del Corno a casa.
Solo i ricordi non bastano a questa giornata fata di colla e calce viva.
Tutto ora è fermo per aspettare il fresco della sera, che certamente verrà.
Essere fuori tempo e il non riuscire a inserirmi , mi disturba oltremodo.
Bisogna sempre essere in sintonia con qualcuno, o con la malinconia del momento.