Che sventolade nella notte fredda di Gennaio, le tapparelle si lamentano sorprese dalle folate violente della Bora, la botola di legno che porta sotto il tetto si tormenta nella sua sede di chiusura.
Raccolto nel mio letto sotto le coperte resisto sordo ai vari doveri verso la casa, in verità sono chiamato da voci imploranti, voci sinistre e stridule di aiuto mi penetrano nelle orecchie turbandomi non poco.
L'inverno freddo è lì, fuori della porta travolge e porta in rotondo sciami di foglie secche e tutto quello che trova sulla sua spazzata di vento.
I due “sborfadori” non trovano pace, messi sotto la tettoia vengono sbattuti contro le pareti di vetro per poi ricadere sul cemento, chiedono aiuto, avrei fatto bene a portali in cantina.
Mi sono messo la testa tra due cuscini per non sentire i colpi di bora, le cose vanno meglio ma il mio girovagare con la mente nell'aria ghiacciata della notte mi innervosisce alla domanda: quando finirà!
I lunghi tre giorni di bora non finiscono mai, penso ai tropici, il mare calmo, le palme sull'acqua, le noci di cocco,le banane, un forte colpo sulla parete mi spezza l'inganno di quel momento, sicuramente sono cadute le sedie da giardino legate male.
La bora, forte di un detto Goriziano ripeteva: suffierò per tre giorni e forse dopo calerò.
Ma se anche un detto bon: se la vien con freddo e bora dell'inverno semo fora...ma se ancora il mese di Gennaio!
Sempre pronta e attenta la bora cerca con fredda caparbietà di penetrare in casa da tutte le fessure, anche le più insignificanti e non si stanca mai, vuole avvolgermi e giocare con quelle sue gelide mani.
Mia cara Bora dall'aspetto inquietante e fantasma alla mia vista, ascolta: ma perchè non scegli con chi stare, appena il freddo artico si affaccia sulla valle del Vipacco cambi bandiera e trovi sempre il modo di scusarti ingannando la banderuola, gira dove ti pare, prima o poi cadrai stanca e la gente dirà: iera ora, non se ne podeva più.
Come mi sento impotente tappato nella mia casa.
Un colpo di bora gigantesco fa tremare la casa...ostia.
Devo fare la pipì... ma devo uscire da sotto le coperte... forse resisterò.
Se vedemo in primavera.