“E’ debole e vigliacco,
la sua belligeranza è una posa,
il fuoco nei suoi occhi fanciullesca rabbia..
Le lacrime rivelano la sua sostanza,
un bambino che ignora il dolore e le catene dei sacrifici!”
Non è semplicemente nella “vita degli altri” la chiave per migliorare,
tantomeno nel tempo,
e non è detto che in una lacrima non risieda l’odio più consapevole,
e in uno sfogo incontrollato
un’assennata e meditata vendetta.
Crescere non vuol dire conformarsi,
o seguire un percorso.
Crescere vuol dire continuare a studiare sé stessi,
sbagliare, farsi male, fare male, odiarsi e odiare.
Prendere posizioni e smentirle,
andare oltre a sé stessi,
oltre l’ "Uomo".
Scoprirsi viventi.