Il riscatto di una vita pagato a usura al dovere, mentre i padroni del vapore banchettano sul sacrificio. Non è stato un mestiere, è stata una liturgia di resistenza: proteggere i naufraghi del mondo per non scoprire, sotto la divisa del lavoratore, la propria identità di ferito.Bravissimo
una persona può dedicare tutta la propria vita al dovere, agli altri, al lavoro fatto con coscienza e amore, ma rischia di consumarsi fino a perdere sé stessa. Il testo dice che il sacrificio può essere grande e persino bello, perché nasce dall’amore e dal senso di responsabilità, però denuncia anche un’ingiustizia: spesso chi sostiene davvero la vita degli altri resta solo, stanco e poco riconosciuto avere ideali è importante, impegnarsi è importante, aiutare gli altri è importante ,ma non bisogna trasformare la propria vita in un debito infinito da pagare. Bisogna imparare a vivere, non solo a resistere.Un bel testo .Saluti.
Ed è forte il tuo richiamo. è quella sensibilità che fa scorrere dentro le lacrime di chi vorrebbe il mondo diverso - Voce che urla nel deserto - come quella del Profeta o di un'inascoltata Cassandra che " conosce " è nulla potrebbe per far cambiar le cose...
Un'altra opportunità per cogliere la pienezza della tua sensibilità che non tocca mai nulla di banale.
Ti abbraccio
Poe
Una poesia sulla quale non ci si puo' non soffermare! Dovrebbe essere un invito a meditare su certe situazioni... purtroppo come dici tu chi dovrebbe farlo di piu' non lo fa... cosi' alcune realta' del mondo vanno a rotoli!!
Un abbraccio.
Ciao Lamberto, scusa il ritardo, ma ho avuto un sacco di problemi, niente di serio.
Il richiamo ad un esame di coscienza sul problema guerra è di quelli che non si scordano.
Più tardi se riesco ti mando un m.p. con quanto mi hai richiesto giorni fa.
Un abbraccio
Cesare
grande
amico mio
queste sono le poesie
che restano..
e che fanno bene!
un salutone
nino