Questo brano ci accompagna in una riflessione originale e un po' provocatoria sul rapporto tra l'uomo, gli animali e la società in cui viviamo. Tutto parte da un gesto semplice e affettuoso: il bacio di un cane. Ma quello che potrebbe sembrare soltanto un episodio divertente diventa, attraverso le parole dell'autore, qualcosa di molto più profondo. Il bacio viene definito quello di un'«evasa», come se l'animale fosse riuscito a scappare dalle grate della carne, liberandosi da ogni costrizione e da ogni regola. È un'immagine poetica che suggerisce la spontaneità degli animali, capaci di esprimere affetto senza calcoli, senza ipocrisie e senza preoccuparsi di apparire adeguati. Da qui il poeta passa a interrogarsi sul significato della ragione e della follia, usando l'ironia per mettere in discussione ciò che normalmente consideriamo giusto, normale o accettabile. La società, infatti, tende spesso a classificare le persone e i comportamenti, stabilendo ciò che è razionale e ciò che non lo è. Ma siamo davvero sicuri che la normalità coincida sempre con la saggezza? E che chi si comporta fuori dagli schemi sia necessariamente meno lucido degli altri? Il discorso diventa poi più personale quando egli racconta di non aver mai avuto cani, ma di aver condiviso la propria vita con quattro gatti, che definisce quasi quattro fratelli. In queste parole si percepisce un sentimento autentico: gli animali non sono giocattoli, oggetti da possedere o semplici strumenti di compagnia, ma esseri viventi che meritano rispetto e responsabilità. Quando afferma di non volerne un altro, perché sa che non esiste un'adeguata assistenza sanitaria e perché non siamo fatti per trattarli come balocchi, esprime una sensibilità concreta, lontana da ogni forma di sentimentalismo superficiale. Nell'ultima parte il racconto si sposta nel mondo del lavoro.Il poeta ricorda un'esperienza in Lombardia, dove era impegnato nella sorveglianza di appartamenti, e introduce riferimenti alla società immobiliare Idealista, agli antifurti e a una certa borghesia medio-alta. Il tono diventa nuovamente ironico e sarcastico. Dietro questi riferimenti si intravede una riflessione sulle differenze economiche e sociali, sulle contraddizioni di una società nella quale la sicurezza può diventare un privilegio acquistabile e il lavoro di alcuni serve a proteggere i beni di altri. Il brano, dunque, non parla soltanto di un cane che dà un bacio, ma utilizza questo episodio come punto di partenza per osservare il mondo con uno sguardo critico e anticonformista. Si passa continuamente dal personale al sociale, dal ricordo alla provocazione, dall'ironia alla riflessione filosofica. La scrittura può apparire inizialmente difficile, perché non segue un percorso lineare e utilizza immagini insolite, ma proprio questa libertà espressiva costituisce una delle sue caratteristiche principali. Per noi lettori, il messaggio più importante è quello di imparare a guardare oltre le apparenze, a non accettare passivamente le idee comuni e a sviluppare un pensiero autonomo. Forse quel bacio del cane rappresenta proprio questo: un gesto libero, inatteso e un po' irriverente, capace di scuoterci dalle nostre abitudini e ricordarci che non tutto nella vita deve essere controllato, classificato o spiegato. A volte, per comprendere qualcosa di autentico, bisogna semplicemente lasciarsi sorprendere.Un bel testo.Ciao.
Ninetta cara,il testo e' legato ad esperienze paranormali che l'amico Sergio visse amando una certa persona che,evasa dalle prigioni della corporeita',quest'ultima fece interpretare ad attori attivi sul posto.L'imbarazzo scaturi' proprio dalla confusione dei ruoli assegnati,ma il messaggio faticosamente giunse in porti,non privo pero' di equivoci.La tua mente chiara e direi illuminista cerca in ogni modo di estorcermi chiavi di lettura,ma ben lungi dal fornir lezioni,alcune paginone sono proprio "esoteriche",in quanto non saprei come renderle piu'accessibili che nei "ghiribizzi"formali...Zao,e a dopo!
Produzione,soggetto,sceneggiatura, dialogue coach e regia,qualora interessato,a cura di Antonio Albanese. Nda.