Vastità di un Riflesso
vago senza meta
per le città buie
dei miei pensieri
senza finestre.
ad ogni angolo cieco
l’ombra di un angelo caduto,
con le labbra di cenere.
rastrello parole di sabbia
da una clessidra sfondata,
a formare ideogrammi restii,
mentre mastico il marmo
dai residui di polvere
di un epitaffio scaduto
tra i ripiani del tempo.
mi arrampico sul vetro
di fragili girasoli nudi
che cantano alla Luna.
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