PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia

Poesie presenti nella categoria: Poesia sperimentale

Le Poesie Pubblicate Oggi

Pubblicata il 07/06/2026
affogo in una
tazza di caffè

amaro
il sapore dei miei sbagli
radicati sul fondale

leggo il futuro
tra i residui della borra

resta
nero su bianco

-vanessa gega
  • Attualmente 0/5 meriti.
0,0/5 meriti (0 voti)

Le Poesie Pubblicate ieri

Le spighe nel vento.
Pubblicata il 05/06/2026
Le spighe nel vento
sussurrano nel vento,
flettono il vento,
dispiegano le foglie del vento
e richiamano le onde del vento.

amano le pieghe del vento,
in ricordi evanescenti
che sfigurano le pagine ingiallite del
vento.

sospirano echi nel vento,
e tra le rime risuonano
le strofe del vento.

tra le ali del vento
ondeggiano le silfidi innamorate,
che incantano l'aere
con suoni e riverberi
tra le mura del vento.

tra le mani esili,
i suoni innalzano melodie
e iniziano a muovere
le corde del vento:
orchestra infinita
di armoniche che vibrano nel vento.

anima di un atavico sentiero scosceso,
tra le ripide vette,
acute assonanze del cuore.
  • Attualmente 3.5/5 meriti.
3,5/5 meriti (4 voti)

La poesia “Le spighe nel vento” costruisce un’immagine unitaria e molto suggestiva, in cui il vento diventa il vero protagonista e il filo conduttore di tutto il testo. Le spighe e gli elementi naturali vengono personificati: “sussurrano”, “flettono”, “richiamano”, come se la natura fosse viva e dotata di voce. La ripetizione costante della parola “vento” crea un effetto musicale e quasi ipnotico, che avvolge e rende la poesia molto coesa. Il vento non è solo un elemento naturale, ma uno spazio simbolico che accoglie e trasforma ogni immagine. Accanto a questo, compaiono elementi più fantastici come le “silfidi innamorate”, che arricchiscono il testo con un tono mitico e onirico. Nella parte finale, invece, emerge un’atmosfera più profonda e interiore, con l’immagine del “sentiero scosceso”, che dà alla poesia una chiusura più riflessiva. Mi piace perchè privilegi le immagini e la musicalità rispetto alla narrazione, creando un’atmosfera continua e immersiva, dove la natura è protagonista assoluta e diventa anche espressione emotiva.Complimenti

il 06/06/2026 alle 04:57

Ti ringrazio di cuore. Questa poesia è un dialogo con il vento. Meravigliosa recensione.

il 06/06/2026 alle 06:25

Il tuo componimento, caro Elfo, è un'ode all'armonia universale. Attraverso una fitta ripetizione della parola "vento", trasformi un elemento intangibile nell'unica vera realtà in cui la natura, la magia e il sentimento profondo dell'anima si incontrano e vibrano all'unisono. Molto bene! Ciao!

il 06/06/2026 alle 09:12

Le spighe nel vento nascono come una piccola ode alla natura: leggere, solenni, piene di respiro. Grazie, Sir.

il 06/06/2026 alle 11:04

Qual buon vento! Caro Elfo ... È il soffio della tua natura. Ciao.

il 06/06/2026 alle 11:13

Grazie, Poe. Il maestrale poetico.

il 06/06/2026 alle 11:42

Le Poesie Pubblicate Nell'Ultima Settimana

Il diadema solare.
Pubblicata il 03/06/2026
Tra le valli inerpicate
s'erge il diadema solare,
antica dimora delle creature del Sol,
che intonano canti coreutici
con le dame della Diesis,
in un coro celestiale disforico
che crea increspature tra le maglie del
tempo.

e insorgono sublimi vortici mareali,
che diffrangono onde decisionali.

la folta criniera di un creolo,
tra le lame di luce,
percorre sentieri di boschi
che ascoltano il suo lieve passo,
reclinato in diacroniche storie
che solfeggiano nell'aere.

ed elevano il crinale verso le nubi
cristalline:
simbionte crinoide tra gli artigli e il suo
cuore,
falco peregrino in cerca di un'antica
anima
dispersa nel diadema solare.
  • Attualmente 2.75/5 meriti.
2,8/5 meriti (4 voti)

Anch'io ho viaggiato nelle valli inerpicate Dove s'erge il diadema solare. ...il cuore in cerca di un'antica anima... Ciao Elfo.

il 04/06/2026 alle 09:36

Il Diadema solare: intreccio di luce, natura e musica che vibra come un rito antico.

il 04/06/2026 alle 20:03

Le Poesie Pubblicate Nell'Ultimo Mese

La piramide.
Pubblicata il 18/05/2026
La piramide,
assurge l'altare,
e dispiega la luce,
adombra la credula realtà,
e dirime il sogno
in miriadi di luci,
che si rifrangono
nell'etere assordante.

torre dismessa,
tra le fitte chiome fogliari,
balugina intensa,
e rischiara la mia ombra
che si dilegua nel buio sottostante
di un resiliente antro.

chimera,
di un antico raggio di luce,
scrigno arcano
di assopite gemme,
in attesa di una goccia d'amore
che s'erge tra i ruderi
di un antico regno di bugie.

un pastore,
guida le torme dormienti
in un verde, opaco tramonto.
  • Attualmente 4.5/5 meriti.
4,5/5 meriti (4 voti)

Larga base e proteso acuto, dispiega luce all'altar voluto. I tuoi versi non hanno tramonto . Ciao Elfo.

il 18/05/2026 alle 22:09

Grazie di cuore...sapere che la piramida ha parlato alla tua sensibilità mi illumina. A volte le parole trovano davvero il loro altare solo quando qualcuno le riconosce.

il 18/05/2026 alle 22:34

Le Poesie Meno Recenti

un uomo disperato
Pubblicata il 11/12/2019
C'era un uomo disperato spaparanzato per terra
urlava in un'altra lingua
e non lo capivo
ma sentivo la guerra nella sua saliva
e non c'era più bisogno di parole
avevo il suo dolore in bocca
amaro come il retrogusto di una bevuta stanca
avevo il suo stridore nella giacca
il vento m'incollava la sua solcata faccia
e fui con lui a terra, a sua insaputa

fra lacrime ed urli come infante
s'intravedeva il suo essere diventato grande
all'improvviso,
il suo essere in un ingiusto paradiso
lontano da casa e dal sorriso
di una moglie allontanata
senza amore

la sua disperazione era per me un mezzo di vita
e ammetto che me ne sono cibata per partecipare un po' di più
al dolore del mondo,
per alleggerirlo dal suo peso rotondo,
per non lasciarlo solo durante la mareggiata,
per non affossarlo nel fondo della carreggiata.
sentivo il suo dolore nella pelle ed è stato come un ago infilzato senza preavviso.
non potrò mai sapere da cos'è stato causato
ma non m importa.
piangeva sulla porta dell'ambasciata,
urlava sul marciapiede, in una folla che a vederlo
- Lo straniero strano -
era scappata spaventata dalla lingua araba intonata su tristi canti da sultano
avrei voluto esserci stata io a darti la mano
a dirti che per quanto lei sia lontano, il cielo qua sopra è sempre lo stesso
che per quanto dolore ci sia nel vento, il cielo è sempre aperto
e aspetta noi

il suo sospiro sembrava sfamato
e il mio finalmente pacato gli si posò sulle spalle.
fu allora che l'uomo
mi strinse gli occhi in un sorriso, si dischiuse la valle

quell'ingiusto paradiso non sarebbe più stato lo stesso
era solo un altro posto,
un vago ricordo,
un istante in fondo
al cuore,
e non valeva tutto quel dolore
non adesso
che era tempo di lottare
e di asciugare i fiumi che solcano il volto
per tornare all'ascolto del vento
senza timore
di perdere altrove
l'amore
  • Attualmente 3/5 meriti.
3,0/5 meriti (9 voti)

Bella la chiusa, ma testo un po' lungo...

il 11/12/2019 alle 06:05