Che storia! Il guazzetto alla Biagio. Non la conoscevo Sempre fenomenale Piggy !!
... e il macellaio era di origine carnica, la regione più aspra e dura del Friuli... nomen omen, si potrebbe dire... non ho altre parole per questo orrore
Il tema un pò macabro cattura l'attenzione e nonostante il ribrezzo, che diventa protagonista con la tua perizia, conosciamo ogni giorno di cosa sei capace. Un racconto che mi ha inchiodato alla lettura. Complimenti, sei molto brava. Un abbraccio, cara Piggy.
Vedo ora utente eliminato: Cosa significa? Come, quando perché,?
Forse era un falso profilo, anche se animato da intenti unicamente generosi. Ha scritto belle cose e lasciato ottimi commenti. Ciao Poe...
Mamma mia JJ, se torno a leggere il prologo, posso immaginare che l'ombra che ha scritto non aveva la luce di Piggy... non ci posso credere! Sarò ingenuo e non sono social ma mi cadono le braccia...
Io non ci credo ancora... Non sarà stata boicottata per l'argomento trattato... Mah...
Mi dispiace… davvero. Mi stava decisamente simpatica e scriveva molto bene.
succede quando si è sempre due passi avanti al sole. bellissima. sei una poetessa che imprime tracce profonde.
ti togli il peso, niente calcoli, bando alle ciance, era già deciso. perentoria! molto bella, cara Polly.
Mi proviene un dolore senza tempo costretto in uno spazio miserabile dove la meschinità è sorella dell'indifferenza... ma quel peccato è sensazionale, 'pecca fortiter' diceva qualcuno, poi... basta credere in se stessi! Superlativa la tua poesia
La poesia riflette su una relazione segnata da squilibrio e incomunicabilità, mettendo in luce il tema del controllo, della consapevolezza e della distanza tra chi comprende profondamente e chi resta in superficie. Il tono è deciso, a tratti tagliente, e restituisce l’immagine di una voce poetica che, pur attraversando il dolore, riesce a riappropriarsi del proprio potere e a chiudere la relazione secondo una propria logica autonoma.Bravissima!
Comunque io, al posto di Penelope, dopo i fatti di Calipso avrei chiesto il divorzio ed avrei considerato il sostegno di tutti quanti i Proci per sostenere Telemaco: dài, sette anni, non è stata mica "una botta e via"! Per sette anni s'è fatto trastullare da quella là!
Io, invece, sarei rimasto per sempre con quella bonazza della maga Circe, nell'isola di Eea! Grazie del passaggio, Iof!
Continua il mio piacere nel leggere in versi una storia mitologica che ho amato e amo tanto. Buona Pasqua Maurizio. Abbracci
Poetessa Cassiopea, Buona Pasqua anche a voi! Son qui per moderare ed equilibrare le sorti di codesto reame che mi sta tanto a cuore, e lo continuerò a fare anche senza l'aiuto di alcuno, che mammano tradirà se stesso!
Credo che il lungo peregrinare di quel grande sia l'unica cosa che veramente i fati per lui volessero... oltrepassare qualunque limite che la sua sete di conoscenza gli ponesse davanti, e anche le donne ne facevano parte, compresa Penelope! Nè il divorzio né la maga Circe avrebbero potuto allentare la sua tempra e la sua brama di esperienze sempre nuove... Un po' come le donne di adesso, con un piede per terra e l'altro all'infinito!
Certamente, Illune; Ulisse ha fatto ciò che Omero aveva in mente per lui: Emozione, Fragilità e Conoscenza. Lode a Penelope per la sua fedeltà! Onore alla Telemachia che distinse il figlio. Eterno riposo ad Argo!
Sir, conosci la mia ammirazione per Ulisse , per la sua intelligenza e sete di conoscenza . Per quanto riguarda Penelope io preferisco vederlo non come la donna che aspetta tessendo la tela e disfacendola, la vedo piuttosto una donna fedele a sé stessa e alle sue scelte . Durante l'assenza di Ulisse, uomo che aveva scelto e del quale conosceva il grande cervello , il suo fare e disfare la tela lo vedo come una forma di ''astuzia'' per trarsi di impaccio dalle mire dei Proci . Quindi non solo Ulisse è astuto ma anche Penelope .Tutti e due simbolo di amor di patria e fedeli a sé stessi . Forse Penelope non voleva perdere la sua libertà e diventare ''schiava'' di un Procio che mirava attraverso lei di impossessarsi del regno di Itaca quindi le andava bene così, in fondo era la regina di Itaca, libera e non sottomessa a nessuna volontà . Sei bravo nel riassumere ed esporre i fatti accaduti tanto tempo fa in senso mitologico ...In fondo anche tu sei fedele a te stesso che tra le vie si avverte la tua ammirazione per tutti e due gli eroi sia Ulisse sia Penelope , ambedue animati da intelligenza e volontà di rimanere sé stessi in ogni circostanza . Buona Pasqua ,Sir . Ti abbraccio Eos
E.C. : non ''vie'' ma ''tra le righe si avverte ecc...'' penultimo rigo. A proposito di Proci , ricordo sempre ridendo l'errore di un ragazzo che esponendo i fatti disse : ''l'isola dei Froci'' con grande convinzione , non perché si rese conto dell'errore che aveva fatto ma convinto che quello fosse il nome . Riabbraccio Eos
E.C. anche io fedele ai miei errori : penultimo rigo non c'è ''che'' ma ''e tra le righe...''.
Certamente, speciale amica Eos; quel che hai descritto è inappellabilmente vero! Sono contento che ti sia piaciuta: tengo molto alla tua presenza!
Quella battuta, l'abbiamo fatta un po' tutti, consapevolmente ed inconsapevolmente; rimane il fatto che li abbiamo tutti odiati!
Fedelissimi anche ai nostri errori, ti auguro una serena Pasquetta! Tvb e grazie di esserci!
La meraviglia stessa... si fa meraviglia di te che sei Meravigliosamente importante! Grazie Anais