In questoo branoo credo che il finale sia proprio la chiave del racconto. Il padre pensa di essere un genitore moderno e intelligente. Giustifica tutto: la libertà del ragazzo, il continuo via vai di ragazze, l'idea che debba "fare esperienza". Razionalizza ogni eccesso. Poi, improvvisamente, quella libertà produce qualcosa di mostruoso: il "cadavere". Che sia reale o simbolico importa relativamente. È il momento in cui le conseguenze diventano impossibili da ignorare. E qual è la reazione del padre? Non si interroga su ciò che è successo, non cambia atteggiamento. Lo aiuta perfino a nascondere il problema e poi gli dice solo di sparire "per un anno". È una critica molto amara a chi preferisce coprire gli errori invece di affrontarli. Un'altra cosa mi incuriosisce: il titolo "Behind the Wheel" ("Dietro il volante"). Potrebbe suggerire che il ragazzo è "al volante" della propria vita, ma in realtà nessuno sta davvero guidando. Il padre gli lascia il volante senza insegnargli i limiti, e il risultato è il disasastro. L poeta usa il grottesco per parlare di responsabilità, educazione e del rischio di confondere la libertà con l'assenza di regole. Credo che il "cadavere" sia da intendere in senso letterale o come metafora. Non mi stupirebbe se il poeta rispondesse: "Il cadavere non è una persona, è qualcos'altro". È il tipo di ambiguità che sembra aver costruito apposta…Zao
Ninetta,la tua poesia sorprende sempre per lo.spettro di diramazioni offerte all'incolpevole autore,servo suo,e di un pubblico che c'e' quando c'e'.Da lettore avrei apprezzato la svolta intrigante della discendenza,figlio dell'apprensivo padre e della trapassata compagna,chiede aiuto alla persona meno adatta per togliersi d'impaccio. Zao,e grazie dell'attenzione...Se t'interessa,la novella della volpe e dell'orsetto,l'ho letta quattro o cinque volte.A presto!