Era malevola, ieri la piazza, un calco di forme sfigurate: dalle fessure dei sampietrini spuntavano con invadenza le orme dei tuoi passi lontani ma le mie scarpe fallivano ogni sovrapposizione e disorientate si perdevano in lacune di spazio e consistenza…
Primo impatto, era il vento a spostare l’aderenza a quelle tracce labili: il fragile accostamento tra le tue scarpe e le mie spalancava al vuoto voragini d’appoggio. “non mettere piede in punti senza equilibrio…” piangevano affrante le suole.
Sul pieno compatto del porfido oggi, la pioggia ha steso un sudario di filigrane lunari. Due scarpe bagnate si asciugano lente per stare da sole. La piazza è bella, ora.
Voglio precisare che si tratta di versi che risalgono a diversi anni fa, in un periodo in cui ero particolarmente in crisi... nessuno si preoccupi di me ora, perché le mie scarpe stanno benissimo sia da sole, sia in compagnia!