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Suono "spaziale"
Pubblicata il 18/08/2026
All'epoca andavo alle elementari e, se ben ricordo, doveva essere la classe quinta, quindi anno 1954/55. Avevamo già una piccola radio a casa in cucina sopra una mensola e lo zio Gino, poiché si trasferiva a Napoli, dove viveva sua figlia, non potendo portarsi dietro tutto, ci regalò la sua favolosa, enorme, con l’occhio magico ed un altoparlante grandissimo. La riponemmo in camera da letto sopra un armadio ché non avevamo spazio a sufficienza. I suoni di quest’ultima erano profondi e bassi e avevo scoperto che, sintonizzando ambedue le radio sulla stessa stazione, quando trasmettevano musica io sentivo i violini provenire dalla cucina, mentre i bassi dalla camera ed era come se ci fossero due orchestre: una in cucina e l’altra in camera da letto. Ascoltando dall’andito che stava in mezzo, l’effetto era spettacolare!!! Pensai che dipendesse dalla grandezza degli altoparlanti e che se avessi costruito 2 casse separate (una piccola con altoparlante piccolo ed una grande con altoparlante grande) e collegate ad una radio qualsiasi avrei ottenuto lo stesso effetto. Comunque, siccome avevo un cugino (Sergio, quello di Malnisio) che frequentava il Volta, seconda superiore, chiesi a lui se e come si potesse realizzare e dove comperare gli altoparlanti. Ripeto che all’epoca non esisteva nemmeno la parola “stereofonia” (la parola stereo era abbinata solo alla grafia per le foto da vedere in rilievo, ad esempio il View Master), però anche lui fu colpito da quello che avevo scoperto e mi disse che l’idea era ottima e che avrebbe costruito lui il circuito necessario a patto che, dal canto mio, avessi costruite 2 casse di legno anche per lui. Affare fatto quindi! Sergio costruì un circuito (che io ancora non capivo cosa fosse…) che venne racchiuso in una scatolina. Se ben ricordo il tutto mi costò 150 lire. Solo, dopo anni, quando anch’io frequentai l’Istituto “Volta” capii che aveva costruito, con un sistema di resistenze e condensatori, un “filtro a due vie” in modo da convogliare le frequenze alte nell’altoparlante piccolo, mentre soltanto le basse a quello grande. L’idea però era tutta mia. Bene, attaccando tutto l’ambaradan a qualsiasi radio, ottenevi l’effetto che io battezzai “spaziale”… la parola stereo non esisteva ancora!
ecco questa è stata la mia prima idea, invenzione.
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