Cara Anais, il tuo brano esplora l'incubo psicologico della colpa attraverso la storia di un'amicizia fraterna, suggellata da un giuramento d'infanzia, che si corrompe lentamente a causa di un'invidia silenziosa. Questa deriva porta la protagonista a compiere un omicidio lucido e privo di rabbia, trasformando l'amica da persona a prova. Da quel momento, la morte non recide il loro legame, ma lo stringe in modo ossessivo: la notte diventa uno spazio di veglia forzata in cui il fantasma della vittima ritorna non con violenza, ma con una pazienza straziante, replicando i gesti affettuosi del passato che risuonano ora come una condanna eterna. Impossibilitata sia a confessare che a dimenticare, la protagonista è condannata a vivere in un doppio sonno apparente, intrappolata in un eterno e claustrofobico rituale di espiazione dove vittima e carnefice si vegliano a vicenda. Baci, brava!
sempre avvincente leggere i tuoi versi. molto piaciuta. un abbraccio.