La poesia esprime un viaggio interiore, segnato inizialmente da un senso di smarrimento: «Vago tra le vie / e non trovo una dimora». La “dimora” sembra essere soprattutto una casa interiore, un luogo in cui l'io possa ritrovare se stesso. La musica diventa il linguaggio attraverso cui questo mondo interiore prende forma: «armonie», «sinfonie», «suoni», «corde», «accordo», ma anche «disarmonie». Armonia e disarmonia rappresentano probabilmente gli stati d'animo, le tensioni e le contraddizioni dell'esistenza. Molto suggestiva è l'immagine delle piume, leggere e delicate, che però suscitano paura. È come se anche ciò che è bello potesse portare con sé inquietudine e ricordi. Ma proprio questi ricordi, inizialmente frammentari e dolorosi, «si schiudono / in meravigliose danze senza fine»: la memoria sembra quindi trasformare la sofferenza in qualcosa di nuovo e vitale. Nel finale compaiono le ali, simbolo di libertà e di elevazione, insieme agli «antichi ricordi» e agli «echi dismessi». Il passato è ormai lontano, dai «sbiaditi colori», ma continua a vivere dentro di noi.Bel testo.Saluti.
Che bello leggere la tua recensione: hai colto l'anima di Ali di silenzio. Grazie, ninetta.