Disattese, distacchi, lontananze e riappropriazioni. C’è una gioia nascosta in tutti noi ed è lì che ritroviamo e ci ricongiungiamo con la nostra più autentica e inviolabile natura. Malgrado le “ossa rotte”, le distanze emotive e le “ingessature” dell’anima, alla fine “camminiamo” ancora, e sempre...
Questa poesia racconta una sensibilità molto profonda, ma tenuta nascosta e controllata. Fin dall’inizio emerge il bisogno di riconoscimento, quel “mi aspettavo un ‘brava’” che non è solo una parola mancata, ma il simbolo di un’attenzione e di un’affermazione che la persona desidera ma non riceve. Subito dopo si capisce che il distacco dagli altri non è casuale, ma qualcosa di imparato nel tempo: “ho imparato a mantenere le distanze come ho imparato le tabelline”. È un’immagine forte perché suggerisce che anche l’emotività può diventare un’abitudine, quasi automatica. Le “caramelle in un angolo nascosto” rappresentano invece la parte più dolce e fragile di sé, quella che viene tenuta segreta. Il fatto che “nessuno deve vedere” rafforza l’idea di una vita emotiva protetta ma anche isolata. Infine, l’immagine dell’essere “ingessata” rende bene la sensazione di blocco interiore: si continua a vivere, a parlare e a muoversi, ma con una pesantezza interna, come se qualcosa fosse trattenuto. Il verso sulle “ossa rotte” chiude la poesia con un dolore che non è solo fisico, ma soprattutto emotivo. il testo parla di una persona che si protegge nascondendo ciò che sente, ma che allo stesso tempo desidera essere vista e riconosciuta davvero.Bel testo, si percepisce la sofferenza che non è solo dolore,ma una stanchezza emotiva, profonda, interiorizzata.Abbracci
Ho rincorso la tua emotività fino ad avere le ossa rotte... per solidarietà! Molto bella, come sempre...