Vedi tutte le Poesie lette da dell'ultima settimana

Pagina aggiornata il: 23/09/2018 23:34:17
anfiteatro flavio
Utente eliminato
Pubblicata il 01/08/2018
D'imperial fasto o d'estasi repubblicana
pagana ancor e lungi d'esser antro papalino
compievasi la ritualità tutta romana
tra scintillar di bighe e scintillio di spade sopraffino.
così spalancavansi del Flavio anfiteatro d'improvviso
l'eccitate e sempre ardenti labbra di disfida
col popolin ch'intrava e assidevasi deciso
a incitar guerrier con scurril verba e grida.
perch'in ciò ch'ebbe poi nome Colosseo
vista di sangue di schiavi color innocenza
era per lor richiamo incrollabile e amebeo
che noia sconfiggesse di dì e di esistenza.
romana gloria contr'a insidia cartaginese
sfilar di tremebondi eppur fieri gladiatori
della lazial plebe salian intanto i cori
che non deluse andasser di gaudio l'attese.
morti che fuor in quel campo non si posson contare
da man d'omicidio madide tramortiti qual zanzare
servi di ignobil, capitolina ebbrezza
che nel veder soffrir altrui scorgea la bellezza.
ma imago resta almen d'un coraggio vulcanico
ch'in filmica finzion rimembrar vollesi con l'ispanico
far perir per rimandar la propria fine
ahi a quanta moral bassezza fu quel volgo incline.

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Io che sono delle parti della scuola di Spartaco non posso che ammirare questa egregia dedica al Colosseo, emblema della grandiosità del ns passato.

il 01/08/2018 alle 22:09
infinitamente mia
Utente eliminato
Pubblicata il 03/08/2018
Certo denominarla altro non posso che fortuna
tal ugola ch'a corteggiar portommi la regina luna
voce ch'ebbi da Dio d'intarsiar gaudenti note
che del naviglio mio fuor remi, e del carro della vita ruote.
baciar l'indorata pelle d'ogne giorno
potei con questa musica che sempre mi gira intorno
l'interpretar mio come rondin fiera fin giungeva al tetto
ove troneggia quel soave e austero "Minuetto";
calabra terra ch'a figlia m'avesti odi or come ieri 'l suono
di colei che dovette poi lasciarti per correr al "Piccolo uomo"
ch'in gola intonsa imploravo di non dileguarsi
ch'era ei l'ultima occasion per viver e bearsi.
ti cercai, non sai quanto, bizzarra germana mia Loredana
l'affetto mio per te qual acqua fresca era di fontana
passion medesma c'avvinceva, far sì ch'il nostro cantare
messagger fedel fosse del bello e del sognare.
ivano con cui un frammento di cammin condivisi
pensami or angiolo ch'aggirasi tra spartiti e fiordalisi
di questa Bertè che nome scelse poi Martini
e le dodici note amò ricamar di fiato oltre tutt'i confini.
l'esserci mio stata, t'en prego, non sia ricordo perso
a me penser poni "Almeno tu nell'universo"
che più bella sfida è anche se talor olezza di guai
per man di questi "Uomini" che "non cambian" mai.
mia troppo presto è ver via s'è involata
ma or il suo disco ascolta che ha sembiante di sorriso
la certezza donale che mai sarà obliata
e sarà questo il suo ineffabil, lucente paradiso.
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tra indigene divagazioni
Utente eliminato
Pubblicata il 03/08/2018
Tra divagazioni indigene di pugna procedo
alfiere di sospiri addestrati a fendere
la pelle rovente dell’indecifrabile.
scienza è d’esser il mio disio
al di là della tremebonda coscienza
che l’affastellarsi nervoso dei brividi
infrangibil infrangibile.
rantola sghignazzante
del non appartenersi Il velenoso disagio
del volersi al di là del potersi volere
ove il silenzio le speranze strangola
e fa avvizzire.
rintanato m’ incateno
laddove il mio viso
è incapace di inventarsi sorriso
e comete fanciulle
a irridermi si baloccano
a guisa d’agghiaccianti fortunali.
a me s’offre seducente e traditore
l’iridescente sfavillar
d’intonse orazioni;
su olezzanti carcasse
di arcani accadimenti procedo
fasti di vita autentica elemosinando vado
percosso dai fantasmi del vacuo.
all’ennesimo, ineluttabile dileguarsi
s’appresta l’equin di vento della speranza
non rinasco che per cadere.
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a gaetano scirea
Utente eliminato
Pubblicata il 03/08/2018
Respiri e corse inesauribili scorrono
tra fruscii di seducenti campi
verde accecante di mille terreni
che piedi e tacchetti eccitati
carezzevol solletica.
in immortal estasi bianconera
timidamente ma orgogliosamente avvolto
missione di libero cesellata
su fenditure di maglia e cor;
a te mi inchino in onor fratello calcio
che fosti per me immortal ragion
d’esistenza e amore.
cresceva la squadra
qual bimba impaziente di scoprirsi e di scoprire
della delizia l’essenza suprema
tra le labbra del terreno a Villar Perosa,
fiumi di avversari ebbi a guadare
cui sacralità di ruscelli d’agonismo
sempre volli attribuire.
gaetano, ruggiva una voce
nel comporsi del benefico, balsamico tifo,
pel sorriso della gente battiti e gioca
ch’un calciatore sommerso potrà esser di milioni
ma senza l’abbraccio fraterno dei tifosi
vale davvero niente.
a voi Riccardo e Mariella
che della sia pur breve spiaggia ch’ ebbi a vita,
la conchiglia foste e siete la più bella
dire voglio che quell’incidente sulle strade di Polonia,
mai ci separò sol ci unì in modo differente.
eccomi, Scirea Gaetano,
ch’alfiere mi sforzai di essere
d’un calcio autenticamente umano,
e voi, diletti colleghi calciatori,
dubitar mai dovrete
che sol la vostra autentica, granitica passione,
vi farà davvero essere i migliori.
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nell'antro dell'incompiutezza
Utente eliminato
Pubblicata il 03/08/2018
Morde un’avida lingua d’oscurità
la pelle d’un anelato senso supremo
implacabil fattucchiera è questa solitudine
ch’all’esordir degli occhi ancora tinta sonno
compiaciuta peregrina
sulla malferma pianura della vita.
geme e s’estingue l’allegria
nelle urlanti tagliole dell’impotenza
seducente è del tornar il richiamo
laddove il dormire l’sentir annienta.
gli errori lo sguardo violentano
pettoruti e di coltelli di rimorsi ricolmi
da conficcare nell’abbraccio del domani.
rinascere
è una pianta su cui forse un giorno
ad arrampicarmi m’addestrerò
patetico questuante d’amori
chiamati per nome fino a sanguinare
che mai svelarono il volto.
stritolante voragine è la tristezza
fino al comporsi dello strangolamento definitivo
nitida foto scattata
su orde di sghignazzanti fallimenti.
graffiata per sempre è la lavagna
di sogni che mai si scorgeranno identità
divorati sono i passi
da echi di montagne assassine.
più non mi carezza
l’onda d’una levità ancor bimba
e perla orfana di luce mai posseduta
nell’antro dell’incompiutezza m’addormento.
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Utente eliminato
Pubblicata il 03/08/2018
Astante pubblico di ludus criatura or mi vedi
in quell'anfratto di tendon ruggente ove tu siedi
del mio rossor gaudente e di ancestral smorfie compiaciuto
ignar del dramma ch'ebbi in giovenil età vissuto.
rider devo qual daga ch'addestrai a scacciare
di mio ignobil padre 'l rimembrar che m'ebbe a violentare
carta vetrata sull'epidermide mia era il pianto
ch'impotente urlava di mia madre a me accanto.
ma 'l sai tu a qual interminabil teoria di sacrifici
devono i clown lor por per esser davver felici?
ci scorgi sì ilari e mai cresciute estasi bambine
ma né nostri occhi traccia 'l dolor confine;
maladette sien quelle luci che ci disian inviolati
mai esser uomini, ma sol pupazzi stralunati
sol adusi a strampalati movimenti
e a serbarci automi assai ridenti.
ma poi quando 'l tendon le sue labbra ancor serra
lì novella e rovente imprende la mia feral guerra
daga mi cesella 'l plauso vostro per guerreggiare
contr'a la tragica memoria da estirpare.
ogne pedata che fu e sarà a me data parrà sol colpo di tosse
s'i' a compararla avrò con quelle subite, incancellabili percosse.
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...(...)...

il 04/08/2018 alle 16:47

...Niente da dire sullo stile della composizione, semplicemente meraviglioso ma di difficile interpretazione il messaggio, eventuale, evocato...ma è una caratterisitica delle tue Poesie tranne alcune il cui tema è palese...comunque, ripeto, la scrittura è coinvolgente...complimenti...

il 04/08/2018 alle 18:30
Affetti sicuri
Pubblicata il 05/08/2018
Saggio è scoprire che
le cose che restano
sono come le stelle fisse,
le hai sempre avute
e non te ne eri accorto!
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Auguro a tutti di far brillare sempre quella luce.

il 05/08/2018 alle 15:13

Pensiero saggio; gli affetti sinceri sono quelli che la mente non cancellerà mai.

il 05/08/2018 alle 17:55

A chi dice che i ragazzi d'oggi sono superficiali! Brava!

il 06/08/2018 alle 22:29

Grazie

il 07/08/2018 alle 00:47

I desideri, nascono sempre nel vedere: Oltre le stelle! Con la lungimiranza di raccoglierne: la magia poetica! Molto bella degna di una costellazione di purezza! Un saluto

il 07/08/2018 alle 03:58

Grazie, troppo buoni!

il 07/08/2018 alle 12:40
omaggio a nils liedholm
Utente eliminato
Pubblicata il 06/08/2018
Dolce, incontaminata freddezza di Svezia
un figlio dal tuo grembo volar scorgerai,
dallo sguardo di un pallone di cuoio fui sedotto,
e per questo credo tu mi capirai.
i sogni miei, sembianze hanno d’un ascensore
che presi per raggiungere un cielo tricolore,
intinta in avvolgente verde è la mia vita,
e i miei piedi diveranno una matita;
la sua punta disegnar saprà
la forma inesplorata di mille azioni,
e ricamare saprà reti e autentiche emozioni,
cinque lettere ha il padre che mi adotterà
milan si chiama, e ad amarmi e farmi amare imparerà.
all’orizzonte scintillare vedrò poi
immacolata e sorridente
la luce sgargiante d’una panchina,
a voi tutto quanto devo, pubblico e persone,
che mi voleste bene battezzandomi “barone”.
mai sia comandante un vero allenatore,
ma cuore che batte in ogni calciatore,
così soltanto farsi ascoltar saprà,
al di là d’ogni tattica e schema.
ogni partita, ogni avversario
pagina dorata fanno d’un morbido diario,
che Nils Liedholm per sempre vi vuole regalare,
perché il calcio vero possiate sempre amare.
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aeroplano
Utente eliminato
Pubblicata il 06/08/2018
Poderose frecce d’ agognato onirico
alla lavagna la dolce sfida indirizzano
d’un’azzurrità or di pioggia tremebonda
or di sole fieramente ubriaca.
di mille nomi e sembianti veste reca
del festante ristorante viaggio ‘l comporsi
che su pianure di luminescente esotico
o su arcane mete di urlante storia
ad adagiarsi andrà.
corrono fantasmi di persone e bagagli
alle complici labbra del check in
per un intarsio di esistenza
ch’a inventarsi volo è addestrata;
azzanna il fedele metal detector
l’incustodibile dell’incauto custodire.
in sposa la pista si rivela
di dea di zucchero ha guisa
ier come oggi impaziente
ci farsi grembo e chiesa
delle mille preghiere del librarsi
che d’evadere e di districarsi consente
dalle tagliole di un rovente quotidiano.
soavi prigioni di corporeità
di traiettorie vacanziere madide
sono queste processioni di cinture allacciate.
riscorgonsi l’ali, quali sempre, matite
e di impronte serenate
le nuvole complici vergano,
elisir supremo per domare il timor dell’altitudine
è il sorriso iridescente dell’hostess,
la cui età il solo cielo conosce
e geloso serba.
l’atterraggio le sue labbra
attempate eppur fiere offre
e una magia d’aria
le sue mani appagata tende
a un nascente pneuma di terra.
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Il viaggio è scoperta! È avventura! Cultura e sapori! Gioia e sogni! Grandi amori! Il tuo è un pochino contorto e triste! Però è piaciuta un saluto Mari e monti! Pianure e valli! L'aereo segue: gioia e travagli! Il tuo è un viaggio un pochino triste

il 06/08/2018 alle 18:31

I tuoi versi trasmettono la sensazione del fascino, e cosa c'è di più affascinante di un mezzo alato che ti trasporta dove vuoi andare sia nella sfera della realtà che in quella della fantasia. G.Verne ha girato il mondo senza muoversi da casa sua.Bella la tua abilità nell'intersecare la tecnologia con la vita.

il 07/08/2018 alle 01:02
Utente eliminato
Pubblicata il 06/08/2018
Soffi
aneddoti illusori ed evanescenti
invan coprono
di spalle orrendamente ferite
l’inestirpabile e luminescente impronta.
vigliacca e silente si dilegua
la sonnecchiante ermeneutica
di sensi che più per nome non si chiamano;
restano null’altro
ch’avide, insidiose eredità
d’una tavolozza incompleta
nel borbottio di un pennello smarrito.
più ormai non scorgesi
che per uno studiato, irrefrenabile annientarsi,
missione incandescente
del divagare per divincolarsi dal gemere.
l’estenuante gracidare or s’ode
d’una seducente regressione
che in palingenetiche forme s’offre,
per frantumare l’esercito scomposto
delle deformazioni speranzose del domani.
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È la lotta della vita! Affrontando i demoni! Con le cicatrici del passato: Con lungimiranza: Si costruisce il futuro! Versi molto riflessivi! Un saluto

il 06/08/2018 alle 18:25