Pubblicata il 10/12/2012
Un forte boato
si sentì nella notte,
sembrava il rumore di una
frana di montagna.
Il rumore si ripete
rompendo il silenzio.
Lentamente
si sciolse come l’onda del mare.
A quel punto si udì
solo il canto di una mamma
che cullava il suo piccino.

Nina ò, nina ò, nina ò
questo bimbo a chi lo do,
se lo do alla Befana,
lo terrà una settimana
se lo do al lupo nero
se lo terrà un anno intero.
Nina ò, nina ò, il mio bimbo
a nessuno io lo do.

PACOLI e QUIARA arrangiatrice
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La seconda parte non era il caso!

il 10/12/2012 alle 21:44

Bellissima!
Patty

il 11/12/2012 alle 07:00

devo ammettere pure io che apprezzando la tua inventiva, la parte della ninna nanna non era necessaria in quanto toglie quel senso di dolcezza e di solennità(non volevo usare questa parola ma al momento non me ne vengono altre)...
diciamo che la seconda strofa trascina un po tutto nel banale...

però devo dirti che apprezzo moto questo tuo excursus su Pascoli di questi ultimi mesi...
una dedica ad un grande poeta...sicuramente inadatti i commenti di alcuni che male hanno visto il tuo "accostamento" a questo poeta, sostenendo una sorta di presunzione da parte tua che invece sono certo non v'è...per chiarire questa è una risposta alle dichiarazioni fatte da Toscanus...

sempre brava per me quiara,
un grande abbraccio,
ciao poetessa
Andrea^^

il 12/12/2012 alle 15:24