Piedi generosi e tozze le gambe,
sicuri su terreno avverso.
Larghe le spalle con braccia gagliarde,
pronte a sorregger le pene.
Animo solido ma di argento squillante,
sorriso chiaro, finestra aperta sull’animo.
Lingua di lava per anfratti gentili,
al dare giammai pago.
Questo io sono e frutto di terra mi sento.
E tu, regina dell’aere,
spiega le tue spire leggere,
avvolgi le piccole cose
che un piccolo hobbit sa offrire.
Benevola...
dal tuo volo volgi lo sguardo,
accogli i miei solidi doni
da hobbit avvezzo non solo al fare,
ma tanto al desiderato sognare.