io Spike e Toni testa di zecca prendemmo posto
attorno a un falò di ossa e sterpi sulla riviera pervinca
era l’ora delle zanzare e dei lampi
non avevamo che sedici anni
dovevamo conquistare lei
occhi di caffè blu e dita di seta
seduta cavalcioni di una cornice d’avorio astrale
polsi scalzi e anche le anche a serramanico
accordavamo gli strumenti al gracidio delle rane
io al pettine Spike alla dispepsia
Toni e Michele all’armonica ad acqua
fu una grande mezz’ora pentatonica
sciolta in filamenti liquidi e cangianti
nel glissando delle nuvole posticce
e circola ancora come bootleg
“thirty minutes over Oronzo”
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