Non so chi,
ne cosa ancora io vada cercando;
La mano secca
tasta il più vicino appiglio
m'affatico e barcollando come l'ubriaco
percorro un miglio
pur di andare incontro alla mia rovina,
la prigione ancor lontana
mi si mostra più vicina
- Forse uccidere,
non è nient'altro che il desiderio
d'esser condannato.
Si piega il volto,
bianco;
mi sforzo e respiro solo quando l'aria da me è costretta a tornare,
(con lei posso forse ancora
giocare a fare il bastardo)
ma il volto,
quello rimane impassibile;
non cambia colore:
neanche più il sangue vuol scorgere il mondo e scivola tornando a piangere la dove
la penna può scrivere.
Il volto, si specchia sull'ultima lacrima
che lenta si precipita a palpare
il mio petto,
forse troppo o troppo poco coperto.