Attendo dietro queste sbarre gelide,
tra un colpo di manganello nel fianco
e un calcio ben piazzato nello stomaco.
Muto, senza bisogno di piangere
o gridare per il dolore
che si spande sulla pelle.
La pena che ho da scontare
và oltre questo dolore fisico,
questi lividi sul petto
e le cicatrici sul volto.
Rimarrà di me uno scheletro,
dato in pasto al terreno paterno,
scordato sui monti freddi ed aridi
che continuavo a sfidare senza resa.
La puntura non è che un sollievo,
un solleticare fresco nel cervello
prima che faccia buio...
...
...
...
...
...
.
.
.