Fatina verde, che mi rapisci
nelle notti fredde e senza luna,
tu che sei la mia pace,
il mio silenzio confortante,
la mia voce e i miei pensieri,
a te questi versi maledetti.
Sei tu, fatina mia bella,
il mio dolce conforto,
il mio silenzio nella notte
che si spegne al passaggio
delle auto sgargianti,
al passaggio delle stagioni
che muoiono come soldati in guerra.
Assenzio, mio dolce amico,
Assenzio, che il pensiero smarrisci in me,
amico che mi accompagna nei ricordi,
dolce goccia di serenità
che posi la tua mano sul mio cuore.
Mi tieni compagnia in questo lungo viaggio,
Baudelaire, Wilde, e tanti che ora
per pigrizia, forse stanchezza neanche ricordo,
ma che sento nel mio petto,
che vivono in tutte queste strane, magiche parole
che qualcuno chiama poesia...
... io la chiamo semplicemente...
Fatina verde, rapisci il mio cuore
che batte forte, senza tregua,
ti prego abbracciami e ricordami
che tutto questo non è altro che silenzio,
che non è altro che il temporaneo passaggio
di un povero idiota che si muove a stento
tra la gente che addita e sorride.
Fatina mia bella, ti scorderò nel letto freddo,
mi addormenterò con un sorriso triste,
mi sveglierò con un mal di testa assurdo,
sarai con me e il sognar mi sarà lieto...
almeno questa notte buia.