PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 03/02/2005
Vedo cancelli alti e scheletri viventi,
malinconie vaganti e gote pallide.
Vedo un segno a cui tutti alzano il braccio,
e al suo interno cadaveri.

Un uomo tiene per mano il suo bambino,
somiglia ad una foglia nel vento
si stringe al padre dal freddo,
poi un uniforme lo ha sparato.

Vedo una donna e il suo grembo fertile,
tiene con se il frutto del suo amore
inseparabile sintonia che qualcuno poi spezzò.

Vedo un soldato, fermo nella sua idea
che uccide un bambino e una madre incinta.
Vedo la pazzia, che si aggira per le strade,
vedo un bambino senza suo padre...
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Sessant'anni passati invano! Ieri nei campi di strminio, oggi in Iraq, domani?...
Ci sarà sempre un posto, un'idea?, un qualcosa per non far scoppiar mai la pace che converrebbe a tutti. Dico a tutti!
Uomo cos'hai imparato? Che hai vissuto a fare?
Una bella poesia! La sua versualità scarna ne esalta la drammaticità!
Se mi premetti, vedo una stoffa buona e ti pregherei di continuare così: e come senso e come costrutto formale.
5! E, grazie!

il 03/02/2005 alle 15:51