Abbarbicato me ne stò,cautamente,
su quest'aspre roccette strapiombanti,
prima dell'erta finale,ormai scarico
d'energia e con tropp'ansia da riflessione,
davanti,verticalizzato quel tappeto erboso,
sta incollato,non sò come all'invisibil
roccia,30 metri mi separano così
dalla cima, 30 metri di paura.
Supposizioni assurde ma verosimili,
esamino la possibile caduta,niente salvezza,
piomberei laggiù di schianto per poi
rotolare senza scampo giù per il vallone;
prestazione stupida,questa, versante
così facile l'altro,per i buontemponi dell'alpe,
qui c'è solo chi coniuga malamente un sottil
legame di sofferenza fra mente,anima e corpo.
Cosicchè tergiverso sulle probabilità,
e non decido,non riesco più a salire
e non accetto ancor di scendere,dura
la lotta nell'estremo conflitto di scelta.
.....assaggio la salita....uhm,tiene,
affondo gli scarponi e le mani nel terricciio,
tremore controllato alle gambe,salgo un
poco,si va.....ancora su ... non è così difficile,
poi, d'un tratto,quando penso ormai di farcela
un'enorme zolla,sotto il mio corpo,di colpo
staccasi, scivolo giù per alcuni metri,
adrenalina a mille,m'aggrappo alla festuca
che sfugge dalle mani, ma poi m'appiglio,
turbine molteplice di pensieri : il dolore della
caduta,il momento fatale,mi ricordo perfino di
quell'assicurazione che mai feci per scaramanzia,
.....e così,invece, mi fermai,lassù a mezz'aria,
solo e trafelato col panico per amico,rimasi
immobile,credo un'eternità.....poi, pian
piano la ridiscesa ......è andata !
Simon