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Pubblicata il 19/07/2026
Dimmi del perché
io ora, sia qui
che ci faccio qui
raccontami il perché
non me ne dovrei
fare una ragione

come può essere
importante per me
se nemmeno so
il perché son qui,
dimmi ora se puoi
fammi capire il perché

amavo l’orizzonte
o almeno fino a quando
il buio non ha coperto
le sfumature del tramonto,
che ci faccio qui, ora
nulla di me è più qui

ci sono cose che forse
non ti ho mai detto
e che da tempo
tengo nascoste a me,
in quel mio perdersi
in antri di buie gallerie

però cosa ci faccio qui
non so dirti,
il mio posto è là
dove l’orizzonte
non è che il limite
dei miei bui pensieri

che ci faccio qui
non ci sono finestre
e il buio è mio compagno
da troppo tempo,
io che vivevo di luce
adesso m’immagino là fuori

dimmi il perché
abbi il coraggio,
potrei perdonarti
se solo sapessi del perché
ce ne sia una ragione:
che ci faccio qui

che ci faccio qui,
il buio ora è la mia pigione
e le sbarre alla finestra
così come alla porta
ogni notte si chiudono su di me,
pazzo non sono, non v’è ragione

È forse malattia mentale
quel che mi rinchiude qui,
cosa ci faccio qui
non ha senso la mia vita
in questa atipica prigione,
che ci faccio qui, su dimmi perché....

© Saverio Chiti, 14 luglio 2026

_c’è stato un tempo quando l’autodeterminazione era considerata diversità, ribellione per ciò che era allora “normalità”_
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