PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 10/07/2026
Può darsi debba navigare ancora
di altre miglia staccarmi dal tuo sale
solcare azzurro il mare
il filo della brezza

Può darsi che di cielo
un labirinto s’apra
proprio innanzi ai miei passi
e ti raggiunga in fuga
sopra le tue fughe

Può darsi che poi il vento cali
e dietro il meriggio si rabberci l'ombra
che sul calare di una voce calda
sappia calmare la tua corsa

e nella notte sia ristoro
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Stupenda!

il 10/07/2026 alle 20:13

Educata nel suo andare! Ciao Gabry!

il 11/07/2026 alle 09:47

Una visione che nasce da uno sguardo all'infinito per moltiplicarsi in una pluralità di prospettive complicate e sfuggenti tra fughe e fuga, comunicando in un primo tempo un'inquietudine cosmica che poi diventa esistenziale in una sorta di demone meridiano... eppure, come tutto si placa al sopraggiungere delle prime ombre! Questo non è soltanto un 'può darsi', almeno a me ha dato quasi la certezza che il vero messaggio della tua bella poesia sia la consapevolezza di una serata senza le malinconie della fine imminente ma consolata da una presenza rassicurante, qualunque essa sia, terrena o trascendente... e questa diversa possibilità di letture è quello che mi colpisce di più!

il 12/07/2026 alle 00:27

Grazie, cari lettori... e chissà se quel "può darsi" era una certezza? :)

il 15/07/2026 alle 12:50

La poesia si struttura come una meditazione sul tema del viaggio, che assume una valenza insieme concreta e simbolica. L'anafora di "Può darsi", ripetuta all'inizio delle strofe, imprime al testo un andamento ipotetico e sospeso, sottolineando la dimensione dell'incertezza che caratterizza l'esistenza umana. Il poeta non afferma, ma contempla possibilità, lasciando aperto il futuro.ll mare, il cielo, il vento, la brezza, l'ombra, la notte , che non costituiscono un semplice scenario descrittivo, ma diventano correlativi degli stati interiori del poeta. Il mare richiama la distanza e la prova, il cielo evoca l'apertura verso l'infinito e il mistero, mentre il vento rappresenta l'instabilità del cammino. Il progressivo placarsi degli elementi naturali coincide con un'evoluzione emotiva che conduce dalla tensione iniziale a una condizione di quiete. Egli immagina di dover ancora "navigare", "solcare" e attraversare un "labirinto" per raggiungere il destinatario del componimento. L'approdo, tuttavia, non coincide soltanto con il ricongiungimento, ma con il raggiungimento di un equilibrio interiore. Ed è la notte che rappresenta il "ristoro", e suggerisce una dimensione di pace e di compimento. la poesia propone una concezione del vivere come incessante ricerca, nella quale il valore non risiede esclusivamente nella meta, ma nel cammino stesso, vissuto nella consapevolezza della precarietà e nella fiducia che, oltre la fatica e l'incertezza, sia possibile giungere a una forma di riconciliazione e di pace.L'assenza di riferimenti espliciti rende la poesia aperta a molteplici interpretazioni: può essere letta come una lirica amorosa, come una riflessione sul destino umano o come una rappresentazione del percorso esistenziale dell'individuo verso la propria pienezza. Vorrei aggiungere ancora che,l'immaginario della poesia si inserisce nella grande tradizione del viaggio come metafora dell'esistenza. Il mare non è solo uno spazio fisico, ma il luogo dell'incertezza e della ricerca; il cielo e il vento traducono in immagini gli stati interiori del soggetto. Da questo punto di vista il testo dialoga con la tradizione di Ulisse, con il paesaggio simbolico di Montale e con una sensibilità esistenziale in cui la vita è apertura alla possibilità. L'anafora di 'Può darsi' diventa così la cifra di un'esistenza non governata dalla certezza, ma dalla speranza che il cammino conduca infine a una forma di approdo e di ristoro."Bellissimo testo, come tutti i tuoi.Abbracci.

il 23/07/2026 alle 22:00

Grazia, cara ninetta per i tuoi punti di vista. (TESTO DEL 2012)

il 28/07/2026 alle 16:12