PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 20/06/2026
Mi chiamo Gabry
ma… mi piace essere Sky

- o forse non ho un nome
- o uno vale l’altro
- o tutti fanno nessuno e centomila

Sono quello che ho voluto essere
dopo di me… un comune Nick
e un Click… come piace alla gente
fare oggi… e poi non conti più

- e poi non canti più -

Per questo sono Sky
E vivo nella mia lunga vita
E mai più morirò di morte violenta

Ti vedo da queste rotondità d’azzurro
o di nero
ti vedo dalla mia prospettiva
e volo
e sosto
e medito

Sono finito nell’Infinito

e nessuno mi porterà indietro

Ti aspetto, posandoti le mani sul capo e brinderemo

ancora una volta sui colpi di scena
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Sincero e realista come non mai! Bravo Gabry!

il 20/06/2026 alle 16:12

Questo testo riflette sul tema dell’identità e della sua continua trasformazione. Il poeta parte dal proprio nome, “Gabry”, e passa a “Sky”, fino a mettere in discussione l’idea stessa di avere un’identità fissa: «o forse non ho un nome» e «o uno vale l’altro». In questo senso il testo richiama il tema di uno, nessuno e centomila, perché l’io non appare come qualcosa di stabile, ma come una realtà molteplice e mutevole. Anche i nomi hanno un forte valore simbolico: “Gabry” richiama Gabriele, il nome dell’angelo messaggero, quindi una dimensione più umana ma anche spirituale; “Sky” significa invece “cielo” e diventa il simbolo di una condizione più ampia, libera e universale. Il passaggio dall’uno all’altro può essere letto come una trasformazione dall’identità personale a una dimensione quasi infinita e cosmica. La modernità del testo emerge anche nei riferimenti al “Nick” e al “Click”, che rappresentano un io ridotto a presenza digitale, superficiale e frammentata. In contrasto, la voce poetica rifiuta questa riduzione e cerca una forma di esistenza più profonda e duratura. In questo percorso si può trovare un forte collegamento con Fernando Pessoa(cosa che adori). Come nei suoi testi e negli eteronimi, anche qui l’io non è unico, ma molteplice e in continua definizione. I versi che oscillano tra nomi diversi e identità instabili ricordano proprio questa visione frammentata dell’essere. Tuttavia, mentre in Pessoa questa molteplicità genera spesso inquietudine e smarrimento, nel testo sembra approdare a una dimensione di maggiore serenità: “Sky” non è una maschera che confonde, ma una forma simbolica di elevazione e libertà. La parte centrale rafforza questa visione: «Ti vedo da queste rotondità d’azzurro / o di nero», «e volo e sosto e medito». Sembra che il poeta voglia collocarsi in una dimensione sospesa, tra luce e oscurità, da cui osserva il mondo con uno sguardo più ampio. L’espressione «Sono finito nell’Infinito» segna il punto di arrivo di questa trasformazione: non una fine negativa, ma una dissoluzione nell’universale. Nella parte finale, però, il testo introduce un cambiamento importante: compare un “tu” verso cui l’io si rivolge. «Ti aspetto, posandoti le mani sul capo e brinderemo ancora una volta sui colpi di scena». Questo passaggio può essere interpretato in due modi complementari. Da un lato, il “tu” può rappresentare una persona amata o comunque un legame affettivo profondo: il gesto delle mani sul capo suggerisce protezione, accoglienza e tenerezza, mentre il brindisi indica un incontro futuro, quasi una celebrazione del ritrovarsi oltre la distanza. Dall’altro lato, il “tu” può essere letto come una parte dell’io stesso. In questa prospettiva il testo assume un valore ancora più psicologico: dopo la frammentazione iniziale, le diverse identità (“Gabry”, “Sky”, il “Nick”, il “Click”) sembrano ricomporsi in un dialogo interiore. L’io che ha raggiunto l’Infinito aspetta e accoglie le proprie altre versioni, in un processo di riconciliazione e unità. In entrambi i casi, il finale non è tragico ma aperto e positivo: ciò che nasce come crisi dell’identità si trasforma in un possibile ricongiungimento, sia con l’altro sia con se stessi. La poesia, così, unisce riflessione esistenziale, immagini cosmiche e dimensione affettiva, mostrando un percorso che va dalla frammentazione alla ricerca di una forma di unità nell’Infinito.Quanto mi piace commentare i tuoi versi e spaziare nella psicologia!nella letteratura...e perchè no anche nel teatro!.Abbracci.

il 22/06/2026 alle 08:29

GRANDE NINETTA... oltre ad essermi CARA, SEI UN'ENCICLOPEDIA e ti adoro; se riesci a spaziare da un argomento all'altro è merito della tua cultura... Senza conoscenza, siamo ben poco... Quel TU... quel Ti aspetto vale per tutti; essendo, io, già in una dimensione speciale, vi aspetto tutti con la santa pazienza; ora, vivete le vostre vite in serenità e Amore, e questo farà in modo che presto arriverete alla Luce. ... Per altro, leggo che tu le cose le fai con Amore, e questo ti avvantaggia. Ti abbraccio e spero tu sia in un luogo fresco; nelle mie altezze il refrigerio nn manca... e poi ci sono non sai quanti angeli che con le ali, spostano l'aria :)

il 22/06/2026 alle 13:39

" sono quello che ho voluto essere dopo di me". Già questo sottolinea la forza e l'immensità della trasformazione atta ad elevarsi oltre quella materialità che, come zavorra, a volte ci trattiene. Molto bella.

il 22/06/2026 alle 15:41

E vivo nella mia lunga vita E mai più morirò... BRAVISSIMA GENZIANA, dobbiamo elevarci ;) grazie per essere passata.

il 25/06/2026 alle 11:28