Le ombre,
incaute, momentanee,
creano un sospiro
tra le delicate onde digradanti
di un'antica arena.
l'erica arborea avvolge
le fessure ormai stanche,
rigate dal rivolo
di un piccolo ruscello.
si stagliano le ombre sfumate
tra i suoni sordi,
echi dissolti tra le mani.
si sparge la luce,
spiraglio di benefica linfa
che illumina le residue sorgenti
di caduche foglie,
con risvegli che zampillano
in fiotti di luce
e rischiarano il volto
di un'oscura ombra ridesta
nei colori assopiti.
si distende
tra la mite esistenza.
spegni la fioca luce
prima di entrare.