nelle strade vestite di luce
scivola lento il passo della fede,
tra fiori lanciati come promesse
e silenzi che sanno pregare.
È il giorno in cui il cielo
si fa vicino alla terra,
e un frammento d’eterno
si lascia tenere tra mani fragili.
nel pane spezzato
non c’è solo memoria,
ma un respiro vivo
che attraversa i secoli
e si posa, leggero,
nel cuore di chi crede.
ogni campana racconta
di un amore che non si consuma,
che resta anche quando tutto passa,
che resta quando l’uomo dimentica.
e tra canti e passi lenti
si scopre un mistero semplice:
dio non ha scelto il trono,
ma la fame dell’uomo.
e lì rimane,
nel bianco silenzio dell’ostia,
ad aspettare occhi che vedano
oltre la forma,
oltre il tempo.
perché nel Corpo donato
non c’è fine,
ma un inizio che continua
a chiamarci per nome.
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