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Pubblicata il 07/06/2026
L'ira del fuoco,
ardente, sinuosa volta arcuata,
fiamme che si avvolgono
in sembianze arcane.

ruderi del passato
clangono lame,
tra il furore di scudi
sfumati nel tempo.

s'ergono dal profondo:
tra le faglie scorrono
flussi scoscesi
che ricreano montagne sacre,
svettanti nell'etere cosmico
del fuoco imperante.

dischiuso tra le crepe,
geodetica del sapere
scorre tra le vene
e ispira l'assopita fornace:
faville calmierate
si diffondono tra le sensibili corde
che vibrano armonie
nel silenzio dimensionale.

non ti ritrovi ad essere
che una semplice vibrazione
tra le stringhe del cosmo,
vulcano quiescente
del fabbro divino.
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Forgiato nel fuoco, ma piccola vibrazione di fronte al vulcano quiescenza del cosmo. Ciao Elfo.

il 08/06/2026 alle 13:27

mi hai fatto pensare al mito di Prometeo, soprattutto nel finale quando la geodetica del sapere riesce a domare la foga distruttiva dell'ardente fornace e farsi quieto artefice della volontà divina... un'idea meravigliosa, che riscatta la punizione di Prometeo e consente all'uomo la responsabilità delle sue scelte... bellissima poesia

il 08/06/2026 alle 15:49

In L'ira del fuoco ho sentito la stessa forza di Prometeo: un fuoco che non distrugge , ma rivela. Grazie, Poe...IIIune.

il 08/06/2026 alle 17:51