Non mi soffermo nell'analisi minuziosa dei vari passaggi del testo, provo a cercarne la radice. A sensazione predomina il solco di draga che solleva detriti, come una raccolta indifferenziata. Cumula e raccoglie "oggetti interiori" a nostro giudizio poco rilevanti e disperde quelli di valenza. È uno sfacelo traumatico (interiore ed organico) che rende impossibile ogni ricostituzione allo stato precedente. Molto notevole. Ancient
Io mi accomodo nei tuoi versi per ammirare l'archeologia dei tuoi scavi interiori, i cui reperti sono reliquie graffiate dall'anima. Un caro saluto.
È un'elegia dell'incompiuto e del potenziale non realizzato. Un'entità invisibile che regna su tutto ciò che è rimasto a un passo dal compiersi: le decisioni non prese, i percorsi interrotti a un metro dalla svolta e i desideri che svaniscono prima di manifestarsi. ?Non c'è spazio per la consolazione o la salvezza; la poesia descrive quella nostalgia sottile per le vite mai vissute, che abita nei silenzi e nei vuoti dell'esistenza, fino a svanire dove la mente non riesce più a dare un senso alle cose.
Cari amici, viandanti di questo spazio.Questo "Apocrifo dei mancati ritorni" è, per me, l'ultimo passo prima della svolta. La vista si arrende al suo punto bianco e la salute impone il silenzio.È tempo di congedarmi da questo luogo di pensieri condivisi.Il mio ringraziamento più profondo va a voi, che avete saputo abitare i miei versi leggendovi l'archeologia degli scavi, i detriti del trauma e l'elegia dell'incompiuto. Mi scuso se troppo spesso non ho risposto o non ho reso il giusto tributo ai vostri brillanti lavori: la cecità è un muro che isola, e il tempo un custode severo.Se queste parole hanno trovato una via per non morire con me, lo devo unicamente alle mani e agli occhi di mio nipote. È lui che ha prestato la sua giovinezza al mio buio, traducendo i miei crolli interiori in segni su uno schermo, liberandomi dall'invisibile. Ora è giusto restituirgli il suo tempo e liberarlo da questo compito.Vi lascio così, sul trono dell'impossibile,grato per la vicinanza e per ogni frammento di anima che abbiamo scambiato sulla soglia del vuoto.Con profonda stima e commozione,William (e il suo giovane scriba).
Ci sono momenti dell'esistenza in cui a pesare molto più dei meriti o degli errori fatti è ciò che non si è potuto o voluto fare. Perché per ogni cosa c'è un suo tempo adatto, nessun istante torna indietro o sarà uguale ad un'altro. È un vuoto che si snoda e ci attraversa continuamente, crudele in quel suo manifestarsi nel momento stesso in cui diventa chiara la consapevolezza di non poter fare nulla per sottrarsi.
grazie a te caro William. hai sempre "visto" ad occhi chiusi poichè i tuoi nobili viaggi non avevano strade consuete . io le ho imboccate e con la tua guida ho scoperto il vedere dell'anima. sempre ammirato dai tuoi scritti, sinceramente mi mancherai. un cordiale saluto.
William... tra quelli che qui ho conosciuto, sei uno dei miei poeti preferiti, e non dico altro che non sia già stato espresso da chi ora mi ha preceduto in commenti che condivido totalmente... ma se scrivi in un documento accendendo il microfono e invii il testo a qualcuno di noi, certamente possiamo aiutarti a rivederlo e correggere gli inevitabili errori per poi inserirlo qui... pensaci!