PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 23/05/2026
Dove ultima delle mie pene
la terra cerea si sgrana
nel suo fiume disperso tra i salici,
dove l’aria si addensa in ampi strati
per sgonfiarsi in piccole gocce
più lucenti del tuo sudore
sulla mia pelle, febbre lieve di luna:
qui mi attardo, qui mi accordo
al nostro andante di vetro e calici
qui presto sarai vento e coleotteri
che volano e scolorano le spine
mentre la musica delle mie rose
si adagia su variazioni
pericolose…
E stupisce la sera.
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... e qui non vai a stupire solo la sera! letta e riletta in un crescendo di meraviglia. molto bella, cara amica mia.

il 23/05/2026 alle 18:23

Cara Illune il tuo testo è un gioiello di rara e densa sospensione.C’è una sensualità crepuscolare, quasi febbrile, che si muove tra la decomposizione della materia e l'assoluta precisione formale della musica e del vetro.Mi hai ricordato alcune poesie di Cristina Campo.Per l'aristocrazia del tono. C'è un rigore quasi liturgico nel modo in cui ci si "accorda" al disastro, una precisione chirurgica nel descrivere la fine di un amore o di una presenza attraverso la fine del giorno.Meravigliosa

il 23/05/2026 alle 18:41

Allora, un calice di prosecco ti attende, Poe... Benvenuto!

il 23/05/2026 alle 22:20

Amo il Franciacorta ma bevo molto spesso il Prosecco. Meglio se in buona compagnia... E meglio una bottiglia!

il 23/05/2026 alle 22:28

Grazie, Martina, Cristina Campo scrive in modo meraviglioso, mi fai arrossire... più che alle sue poesie, qui mi sono ispirata ad Andrea Zanzotto, un poeta che adoro, di cui ho letto quasi tutto con avidità. Secondo me è un autore immenso ma poco conosciuto, per cui l'ho citato a volte nei miei versi in modo esplicito come in questi, il primo dei quali coincide con il primo di una delle sue poesie, Contro Monte, della raccolta Dietro il paesaggio... poi, si sa... la parola si accende e prende il sopravvento su qualunque modello!

il 23/05/2026 alle 22:43

Cara Silia, mi piace quel che dici sulla liquidità delle immagini che si susseguono! Allora, spero di accoglierti insieme a Poe... con un calicetto di Prosecco anche per te, che brilla sullo sfondo del tramonto tra le Prealpi. Capisco che lui preferisca il Franciacorta, ma ce lo faremo offrire da lui un'altra volta! Naturalmente l'invito è esteso a tutti quelli che faranno un salto a casa mia...

il 23/05/2026 alle 22:53

Questa poesia mette in scena un momento sospeso tra amore, natura e trasformazione. Il poeta descrive un paesaggio fluido e quasi irreale, dove gli elementi naturali, terra, aria, acqua, luna, rose , sembrano vivere insieme alle emozioni umane. Non c’è distinzione netta tra il corpo, i sentimenti e il mondo esterno: tutto si mescola e cambia continuamente. Uno degli aspetti più importanti del testo è il tema della metamorfosi. La terra “si sgrana”, l’aria si trasforma in gocce, la persona amata diventa “vento e coleotteri”. Queste immagini suggeriscono che nulla resta fermo: l’amore, il tempo e persino la presenza delle persone sono destinati a mutare. La poesia usa anche un linguaggio molto musicale. Parole come “accordo”, “andante”, “variazioni” richiamano la musica e fanno pensare a una relazione vissuta come un ritmo condiviso, delicato ma fragile, proprio come “vetro e calici”, immagini che evocano qualcosa di prezioso ma facilmente infrangibile. Il tono del testo oscilla tra dolcezza e inquietudine. Da una parte ci sono immagini sensuali e luminose, come il sudore sulla pelle o la “febbre lieve di luna”; dall’altra emergono elementi più oscuri e instabili, come le spine o le “variazioni pericolose”. La poesia sembra quindi parlare della bellezza intensa dei rapporti umani, ma anche della loro precarietà. Il verso finale, bellissimo “E stupisce la sera”, chiude il testo con un senso di meraviglia. Dopo tutte le trasformazioni descritte, la sera non rappresenta solo la fine del giorno, ma un momento di rivelazione e contemplazione.Naturalmente una poesia lirica e simbolica come questa si presta a più interpretazioni .Complimenti.

il 23/05/2026 alle 23:35

Carissima, un secondo commento molto interessante del testo è legato proprio all’idea della casa come spazio dell’amore, della memoria e della presenza dell’altro. In questa prospettiva, la casa non sarebbe soltanto un luogo fisico, ma uno spazio emotivo e interiore. Il “tu” della poesia sembra diffuso ovunque: nell’aria, nella pelle, nel vento, nella musica delle rose. Quasi come se la persona amata abitasse ogni cosa, trasformando la casa in un luogo condiviso anche quando la presenza concreta sta svanendo. " A casa mia” nella poesia appartiene a uno spazio intimo e condiviso. La casa può essere interpretata non solo come ambiente reale, ma come luogo degli affetti, dei ricordi e della relazione amorosa. Nel testo, infatti, la presenza della persona amata sembra fondersi con gli elementi della natura e con le percezioni del soggetto poetico: il vento, le gocce, la musica, le rose. Questo può far pensare a un amore così profondo da impregnare tutto lo spazio domestico e interiore. La casa diventa allora simbolo di vicinanza emotiva: anche quando l’altro sembra trasformarsi o allontanarsi (“presto sarai vento e coleotteri”), continua comunque ad abitare il mondo del poeta. In questo senso il titolo crea un legame molto forte tra amore, memoria e luogo vissuto. Mi sembra una lettura coerente e anche piuttosto raffinata, perché collega il titolo alle immagini di dissolvenza e permanenza presenti nel testo.

il 24/05/2026 alle 00:24

Cara Illune, percepisco una straordinaria densità analogica e la capacità di rendere tangibile l'evanescenza. L'accostamento tra la fragilità del vetro e la fine dell'amore crea una tensione poetica perfetta! Complimenti!

il 24/05/2026 alle 08:21

Cara Ninetta, le due interpretazioni che proponi non sono così contrapposte, perché io mi riconosco in entrambe! Certamente c'è il senso della sospensione e di una precarietà assoluta, legata alle mille variabili di un rapporto complesso eppure vero, profondo, che proprio per questo coinvolge la casa come spazio dell'amore e simbolo di qualcosa che sfugge senza fuggire mai del tutto... ti ringrazio davvero molto!

il 24/05/2026 alle 15:18

Caro Sir, proprio come tu dici, fragilità e fine sono concetti accostati ma non sovrapponibili, perché la tensione che si produce tra di essi diventa un'energia a voltaggio altissimo, che può distruggere ma anche alimentare un rapporto e farlo in tal modo durare a lungo, in modo stupefacente!

il 24/05/2026 alle 15:24

Personalmente vi leggo un eros molto, molto delicato :)

il 15/07/2026 alle 12:57