In un mondo che ci vuole costantemente divisi tra il baratro della disperazione e la performance della felicità assoluta, questo testo rivendica la terza via: la terra di mezzo. L'essere umani non è un picco di estasi né un abisso di dannazione; è una stanza con un po' di polvere, una luce che non entra mai sfacciata e un soffitto che ogni tanto si fa vicino.?È un testo che pulsa di una verità nuda e bellissima. Un invito a togliersi le maschere e a riscoprirsi semplicemente, magnificamente, imperfetti.Oltre ad essere una profonda mente,sei anche una gran Figa, Dio ti ha baciata sulla fronta amica mia .Ciao Silly
Ho letto e riletto e questa umanità unita alla stupenda ""normalità " che tanto predicò da sempre, mi hanno fatto sentire a mio agio nella tua stanza. Esco quando vuoi, amo restare ancora un pò se mi è consentito stare bene. Come sempre, amica Silia.
Noto una vulnerabilità nuda che colpisce dritto al petto, senza bisogno di far rumore, cara Silia. Descrive perfettamente lo spazio, sia fisico che mentale, di quella solitudine quotidiana che tutti, come esseri umani, conosciamo. Quella stanza non è un luogo ideale, non è romantica e non è nemmeno un inferno di sofferenza assoluta; è semplicemente il posto in cui si fa i conti con se stessi, dove il soffitto a volte schiaccia e le pareti sono vuote. Non cerca d'impressionare, di nascondere la polvere o il peso di certi giorni. Invita l'altro a vedere la realtà per quella che è: un'esistenza normale, fatta di luci soffuse, silenzi e la semplice, a volte faticosa, umanità. Brava, amica mia!
... e si entra quasi per magia nella tua quotidianità, dove tutto è perfetto nella sua imperfezione, e l'equilibrio non è frutto di calcolo ma di accoglienza e libertà. E si condivide un frammento di esistenza senza giudicare né diffidare perché di lì si può anche uscire avendo comunque guadagnato qualcosa, la ricchezza di un ambiente speciale!