?Il titolo, di dantesca memoria, ci proietta in un budello stretto, un passaggio obbligato che è sia fisico che metafisico. Come studente che osserva questo scavo,colgo tre direttrici fondamentali in questo campo destrutturato."La chirurgia dell'assenza".Qui operi una riduzione ai minimi termini del reale.C’è un richiamo fortissimo alla fragilità del burattino (il Lorenzini), una creatura di legno e carta che tenta di muoversi in un mondo dove "l'algoritmo ritorna a zero". È la rappresentazione del fallimento della logica umana di fronte al "nero di lavagna"dell'ignoto."Il topos della soglia". Il passaggio attraverso il forame di Winslow è l'intuizione più cruda e brillante dell'opera. Sposta l'asse della narrazione dal paesaggio esterno alla retrocavità degli epiplon: l'antro più recondito dell'addome diventa la metafora della "burella"interiore."La Storia come Staticità Postuma".Il riferimento ai "dormienti a Crécy" e alla "Meloria"cristallizza il tempo. Non sono battaglie, sono sedimenti , i soldati immobili sono "paventi di passero", gusci svuotati di quella volontà che invece tracima nel finale con la citazione di Battiato e Pio.L'irruzione della radio rompe l'isolamento della burella, riportando la tragedia nell'alveo della cronaca e del destino individuale (Graziani), chiudendo il cerchio tra il corpo sezionato e il corpo politico destinato alla "brutta fine".Splendida opera .Un cordiale saluto William.
Anch'io, molto volentieri, mi siedo sul banco ed ascolto da studente la tua lezione magistrale di "analisi topografica" del testo. Un cordialissimo saluto anche da parte mia.