Il respiro profondo della Terra,
cascate inebriano le fluide armonie,
tra le danze runiche,
elfi che suonano delicate arpe,
effluvi di note tra gocce luminescenti,
che scivolano lente sulle pietre vive.
castelli nella roccia,
s'intravedono scribi ricurvi,
in antichi legni scolpiti
col fuoco della tempra,
tra sibili dei rami che s'ergono contorti
in nubi perlacee.
rifrangono le tue meravigliose ali
diafane,
velature che solcano le foglie immerse,
sinuose,
in albe di arabeschi del colore,
che sfumano tra ricordi dispersi.
e gli esseri umani,
che vivono in sorde bolle di acredine,
richiamano il verso del lupo elfico,
eco di un'antica anima dilaniata,
dal sommerso livore riemerso.
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