PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 13/05/2026
E allora niente di nuovo,
eravate voi i miei nemici
Si ruppero le acque,
cominciai a morire.

Niente di nuovo e il pianto
non fu nemmeno contemplato
Come cocciniglia rivestite
i miei rami

Piantate cadaveri
Non germoglieranno mai.
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"Qual è la cosa migliore per l’umanità?", chiese re Mida al Sileno. “Non essere nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore, per te, è morire presto”.

il 13/05/2026 alle 14:21

"Siamo un essere qui, perenne navigare di sostanze da nome a nome. Siamo." da Quando non morivo di M. Gualtieri

il 13/05/2026 alle 15:04

leggo una vita che già vedeva la difficoltà di venire al mondo e anche il suo pianto era ignorato come nulla fosse accaduto. in quel mondo infatti prolificano cadaveri e non nuove vite. meglio non esserci? molto cruda ma molto bella. un abbraccio.

il 13/05/2026 alle 18:15

Mah,signorina Thea,a filtrare tanta desolazione,vien da spender qualche parola...Ottimismo,pessimismo, atarassia,son tutte posture,mai contemplate pero' dal Kamasutra,peraltro illeggibile!Provar con Galimberti. Zao e buon lavoro.

il 13/05/2026 alle 19:25

Forse la fine sarà una ricompensa, Jean. Io spero ogni volta di avere il tempo solo per un'ultima poesia. Non chiedo altro. Il tuo interesse per la cultura greca trasuda anche dai tuoi scritti, sì sì! Non tutti. L'età d'oro della civiltà è inattuabile in questo momento storico. Comunque ti racconto qualcosa dei miei versi. Dopo aver buttato giù i primi due, a causa di una incazzatur@ tremenda, ho preso la macchina e ho iniziato a schiacciare sull'acceleratore. L'intenzione era quella di correre senza meta ed invece sono finita sotto una galleria di alberi magica, secondo me. Ho rallentato, ho parcheggiato e ho preso a camminare. Li vedevo bene gli anelli sui rami, colonie infestanti di cocciniglia. Così mi sento, ho pensato. Sono tornata alla macchina e ho scritto il resto di getto. Fine, vado da re Mida.

il 13/05/2026 alle 20:03

Illune, mi nomini Mariangela Gualtieri. Mi piacerebbe confrontarmi con lei riguardo la morte. In passato ho letto alcune sue poesie. Ci ritornerò a questo punto. Grazie

il 13/05/2026 alle 20:08

È un'invettiva Poe. Una specie

il 13/05/2026 alle 20:13

Kamasutra? Sergio.... Mai letto. Io pensavo che bastasse guardare le figure per imparare, ihihihihih! Galimberti mi garba, non sempre, dipende dagli argomenti. Poi non mi piacciono mica tutti questi blog che imitano la scuola ateniese, bleah :-(

il 13/05/2026 alle 20:21

Eh, ho preso un pò alla lettera alcuni termini e sai... sono figlio di un'ostetrica... Scrittore scarso, commentatore peggio!

il 13/05/2026 alle 20:47

Il testo agisce come un bisturi su una ferita che ha smesso di sanguinare per iniziare a coagulare. Non c’è la celebrazione del trauma, ma la presa d'atto di uno scempio metodico.Il parto non è l'inizio del respiro, ma l'inaugurazione della decomposizione. La vita viene presentata come una condanna biologica immediata, un "niente di nuovo che annulla ogni stupore. È la resa del reietto che riconosce nel nemico la propria stessa origine.La chiusura è un’epigrafe di carbonio. È il rifiuto del ciclo naturale: qui il campo irregolare non accoglie semi, ma detriti che non hanno alcuna pretesa di risurrezione. È l’anti-poesia per eccellenza: il riconoscimento che lo sforzo dei "nemici" è un azzardo idiota, un tentativo inutile di dare vita a ciò che è già stato corificato dal disincanto.William

il 14/05/2026 alle 03:47

Cara Thea; qui la nascita non è un inizio, ma l’inaugurazione di una lenta agonia, descritta con una freddezza che nega persino il conforto del pianto. ?L'immagine della cocciniglia è particolarmente efficace: i "nemici" non sono avversari dichiarati, ma parassiti che soffocano la vita dall'interno, rivestendo i rami fino a renderli sterili. È una resa dei conti con l'eredità e il passato, dove il terreno è così corrotto che nemmeno la morte può generare vita. Breve, tagliente e privo di speranza. Tvb

il 14/05/2026 alle 09:03

Poe, secondo me ti sottovaluti. Non sei per niente scarso. Un abbraccio

il 14/05/2026 alle 13:23

William, sono senza parole e davvero commossa per il tuo intervento. La tua disamina mi spoglia anche della carne, resta solo il mio cuore indifeso. Grazie. Infinitamente grazie.

il 14/05/2026 alle 13:40

Sir, che dire? Ti ringrazio per il commento, prima di tutto. Leggo i tuoi scritti e adesso andrò a recuperare il tuo racconto perché ho letto l’epilogo ma non ricordo bene il precedente. Trovo una maggiore maturità nei testi, dal punto di vista letterario, e questo si avverte anche nei commenti che lasci. Sei davvero grande, la mia stima nei tuoi confronti è indiscutibile.

il 14/05/2026 alle 13:55

Sai perfettamente che la mia stima è ricambiata totalmente. Chiaramente, sei tra quella dozzina di persone indiscutibili. Tvb

il 15/05/2026 alle 09:53