Questa poesia può essere letta come il racconto di un viaggio interiore in un momento di grande difficoltà. All’inizio, i passi diventano una “via crucis”, cioè un cammino pieno di fatica e dolore, in cui si cerca qualcosa che sembra perduto, forse una persona o un legame importante. Il “battito bambino” richiama invece un sentimento puro e sincero, che però ormai appare lontano. Proseguendo, il dolore si fa più intenso: i legami si spezzano e resta un senso di vuoto. L’immagine della “lacrima di carta” suggerisce un pianto fragile e complicato, come se le emozioni fossero difficili da esprimere davvero. Tutto diventa più confuso: lo spirito è ferito, le canzoni sono “strappate” e anche qualcosa di bello, come una stella, si trasforma in sofferenza. Nel finale, il poeta sembra smarrito: l’alba è offuscata, nella bocca c’è “veleno” e l’anima è confusa. Le parole spezzate rendono visivamente l’idea di una rottura interiore. E' evidente la caduta emotiva, fatta di perdita, confusione e ricerca di un senso espressa in poesia con maestria e perciò emozionante.Abbracci Gabry.
s'aggroviglia la notte come lacrima di carta sul ciglio di lamiere ... in queste parole c'è il tutto, cara ninetta. Ed io sono morto in una di queste albe alcoliche, come tanti ragazzi nei fine settimana.