Straordinaria testimonianza di come l'immaginazione possa fungere da bussola anche quando siamo bloccati in una stanza, trasformando una mancanza geografica in una presenza poetica.Un pezzo di un'intensità cruda, che sa essere sporco e aulico nello spazio di pochi versi.Ciao
Dal rancido al degrado , poi una liberazione con un viaggio della fantasia dentro la bellezza di una meta ambita. Ho visto il ribrezzo della costrizione e la voglia di fuga. Molto suggestiva, carissima Thea. Un abbraccio.
Polly, quel “sporco e aulico” è davvero il meglio che potessi sperare. Il tuo commento è espressione della tua grande sensibilità poetica. Grazie
Silia, troppo buona. Grazie. Ho letto la tua. Tutto bene adesso? Spero di sì
La potenza del pensiero e della parola non necessitano della presenza fisica. La Parigi dell'anima è reale quanto quella geografica, forse di più, perché è lì che avviene il vero cambio di "verso".Piaciuta tantissimo,Ciao da Matteo.
Ciao Matteo, mi piace quello che dici, soprattutto quando parli della Parigi dell’anima. Grazie
Questo brano descrive uno stato d’animo difficile, in cui il poeta vede tutto in modo negativo e “sporco”, come se anche le cose normali della vita quotidiana fossero rovinate o in decomposizione. Questa parte serve a far capire un momento di tristezza, confusione o disagio interiore. A un certo punto però arriva un cambiamento: la musica diventa qualcosa che porta via da queste sensazioni negative. Il suono della “suite sulla Senna” trasporta il poeta in un altro luogo mentale, più bello e libero, come se stesse viaggiando su un battello. Grazie a questa immagine, il protagonista riesce a ritrovare un senso di libertà e a ricordare chi è davvero. Anche se Parigi forse non è stata vissuta davvero, diventa comunque un simbolo di bellezza, sogno e possibilità di evasione. In sintesi, il testo racconta il passaggio da un momento di tristezza e confusione a uno di speranza e immaginazione, grazie al potere della musica e dei ricordi. Paris e la Seine rappresentano proprio questo viaggio mentale verso un luogo di libertà e bellezza.Bel testo.
Cara amica Thea, quella parentesi finale è un colpo di genio: rompe l'incantesimo lirico con una sincerità disarmante, ricordandoci che l'immaginazione è l'unica vera forma di libertà: non serve aver calpestato il selciato francese per sentire la spinta di un battello interiore che cambia verso. La libertà, alla fine, non è arrivare altrove, ma ricordarsi chi si era prima che l'alba iniziasse a marcire. Tvb
Grande Sir. Eeee, ma addirittura “colpo di genio” è troppo. Grazie
Dalla desolazione interiore al battello ebbro di Rimbaud. Non dalla stessa linea, ma Parigi val bene una messa. Bellissima.
Merci, Jean. Desolata, mai stata a Parigi. Più che una messa, mi serve una preghiera. La messa si fa quando non c’è più nulla da fare. :-)
Arrivo tardi, ormai altri Autori e Autrici hanno già analizzato tutto, posso solo confermare che in questa Poesia c'è un 'accelerazione spirituale' straordinaria, e nobilitante. Ciao :-)
No, non arrivi in ritardo. I miei spazi sono così aperti e zio tuo intervento è davvero di spessore. Ti ringrazio
Il tuo intervento no “zio”. Il telefono fa quello che vuole stamattina.
Beh, d'altronde ho sessantun'anni, e, a Roma, i ragazzotti in motorino a volte mi chiedono: "che, m'accenni, zio?" ;-)
Anch'io arrivo tardi, ma comunque in tempo per leggere questa poesia così straniante nel trasmettere un'emozione che si contraddice nel momento stesso in cui è più forte... gioca a rimpiattino con la mente! Perché la mente non è assente dalla poesia, si arrende solo alla sua padrona, in certi momenti... e questo la rende vera, la Poesia!
Beh, Mariarosa, anche il telefono si serve dei lapsus e ogni tanto ci azzecca ;-)
No, Illune, non arrivi in ritardo. Mi piace il rimpiattino. È come tornare dall’immaginazione alla realtà, però che bella la mente umana!