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Pubblicata il 03/04/2026
Non più il ricamo di brina
sulle palpebre del mattino
non più il rostro di seta
nel grembo di selce
che sgrana
oro sulla cenere dei passi.
Non più il solco di ossidiana
tracciato dal grido
risorto dal silenzio,
solo
deriva celeste che mi annega
nel battito reciso di ali
che si arrendono al vuoto.
L'ombra del cinabro veste il cielo
con il velo dell’incanto.
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Caro William, confermo l'apprezzamento per i tuoi scritti che premio, per quanto valga, con il massimo dei voti. Un caro saluto

il 03/04/2026 alle 12:20

Confermo anche io. Davvero eccellente.

il 03/04/2026 alle 13:32

Nella tua deriva celeste sono annegata anch'io e vi rimango estatica, insensibile anche a una promessa di resurrezione per godermi tutto l'incanto delle ombre che scolorano in quella specie di eternità... che meraviglia!

il 04/04/2026 alle 00:13