Silia, questo testo è un graffio nel silenzio. Mi ha colpito come sei riuscita a descrivere quel 'ronzio' che non è voce, ma vibrazione fisica. È incredibile come l'assenza di qualcuno possa diventare più pesante e ingombrante di una presenza reale, fino a rubare spazio persino ai gesti più semplici come La chiusura è magistrale: quel "distrattamente"finale è la bugia più poetica e consapevole che si possa scrivere.Lo sentita molto anche mia .Ciao Silia t.v.b.
Sono d'accordo, come era stupenda quell'attesa del piacere che era essa stessa un piacere, ora quel pensare "distrattamente" svela un desiderio inconfessabile. L'arte dei sensi applicata al quotidiano e messa in versi. Con stima, un abbraccio.
Desidero di più... da te! Devi affondare il "distrattamente" . Brava, Sil!
Mi piace molto. Tutte le parole ti portano a pensare che finisca con un "ti penso, attentamente."
Era proprio quello che, distanziandomi un po', dai precedenti commentatori, stavo per scrivere. Qui mi sembra che siamo di fronte non ad un superamento dialettico di provenienza hegeliana, ma ad un oltrepassamento superomista di impronta spiccatamente nietzscheana. Di qui quel "distrattamente" ontologicamente uniformante e onnicomprensivo. Sul resto che dire? Un'altra tua piccola perla da custodire nei preziosi e sacri scrigni dell'Arte. Un saluto.
E' un testo che trapassa mente e cuore azzerando ogni difesa... mi sento molto in sintonia con il commento Karma, d'altra parte siamo donne, che tentano sempre di dare un senso anche a una storia passata, soprattutto se ha lasciato qualcosa di dolceamaro difficilmente riproducibile, perché ogni amore è unico, non se ne esce indenni... la considerazione filosofica di Jean ci può stare, ma non mi pare in contraddizione con gli altri commenti, in un'ipotesi di eterno ritorno! Tu superlativa, come e più di sempre.
Silia è un pozzo dove ognuno, consapevole o meno, attinge intuizioni giungendo "due ". Che bello meravigliarsi !
Questa poesia racconta il ricordo di una relazione intensa ma sbilanciata, rimasta più nel corpo e nella mente della narratrice che nella realtà concreta. L’uomo evocato non è rimpianto come persona: era distante, quasi inconsistente, eppure occupava uno spazio enorme nei pensieri e nelle sensazioni di chi parla. La protagonista ricorda soprattutto il fremito, l’attesa e l’intesa che quella relazione le provocava, mentre cercava di tornare alla quotidianità fatta di gesti semplici. Il sentimento è quindi ambiguo: non nostalgia dell’altro, ma nostalgia dell’emozione che lui suscitava.Saluti. Alla fine resta un pensiero occasionale e distratto: il ricordo di un legame in cui lei è stata amica, complice e amante, ma che ora sopravvive solo come eco lontana.Bel testo.