PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 10/11/2025
Ti volevo ringraziare per i ricordi che mi hai dato
me li hai impacchettati che durassero anni
da conservare
che si potessero odorare e tenere stretti in mano
ti volevo ringraziare per le giornate rimaste senza vederci
senza parole e senza domande
lievi come un mattino qualunque
sapendo che c’eri,
ti volevo ringraziare per il rosso dei capelli ed il bianco dei capelli
che ho visto poco,
per la forza di quella notte quando da sola
hai fatto tutto per la vita tua e nostra
e per i giorni a seguire,
ti volevo ringraziare per i tuoi no
che mi aiutavano a capire
per il tuo passeggiare e chiamare il mio nome
per la quotidiana epica delle nostre vite
per il tuo accogliere il sole,
ti volevo ringraziare per questo colpo al cuore
per questo svegliarmi alla realtà
per lo schianto delle nostre vite eterne,
ti volevo ringraziare per le mani che prendono
per i piedi che saltano
per il collo che si gira
per il petto che respira
per la bocca che parla
per la testa che pensa
per gli occhi che specchiano,
ti volevo ringraziare per quest’ora di assoluta solitudine
per la normalità della tragedia
per gli alberi a cui mi appoggerò
per le persone con cui ne parlerò
per i pensieri che farò
per le parole che mi terrò.

catania, 9 novembre 2025
  • Attualmente 5/5 meriti.
5,0/5 meriti (1 voti)

La poesia parla di gratitudine e di amore profondo verso una persona importante, forse una madre o una persona cara che ha lasciato un segno nella vita dell’autore. Fin dall’inizio, con la frase che si ripete tante volte , “ti volevo ringraziare” , il testo assume un tono dolce e pieno di emozione, come se ogni verso fosse un modo per dire grazie con sincerità. Il poeta ringrazia per i ricordi che durano nel tempo, per le giornate semplici in cui bastava sapere che l’altra persona c’era, e per la forza mostrata nei momenti difficili. Ringrazia anche per i “no” ricevuti, che lo hanno aiutato a capire e a crescere: è un segno di maturità e di riconoscenza verso chi lo ha amato davvero. A un certo punto la poesia diventa quasi un ringraziamento alla vita stessa: lgrazie per le mani, per i piedi, per la bocca, per gli occhi , per tutto ciò che rende possibile vivere e sentire. È come se volesse ricordare che anche le cose più normali sono in realtà meravigliose e preziose. Nella parte finale, la voce del poeta si fa più malinconica: ringrazia per la solitudine, per il dolore e per le parole che non dirà, accettando che anche la tristezza fa parte della vita. Nonostante tutto, la poesia non è disperata: è piena di amore e di pace- Veramente bella, commovente!Saluti.

il 10/11/2025 alle 21:40

Grazie Ninetta!

il 11/11/2025 alle 00:21