In democrazia applicata,quando si vuol eliminare qualcuno,non lo si contesta frontalmente ma,presso i suoi sodali o sostenitori,lo si fa passar per bolso,inefficace,qualunquista,cosi' che i parenti stretti buttino le riserve incamerate fuori dai denti,e lo indirizzino all'uscita.Sprecato era il comandante Josselin Beaumont,il nostro Rambo,almeno nei servizi segreti deviati francesi ma,se avessi un figlio,vorrei che gli rassomigliasse.Come superare brillantemente queste faide intestine,senza dover rinnegare la propria fede nella democrazia parlamentare,ultima stazione prima del caos che porto' il N tra le mani dei fanciulli;anzitutto confessando alla vittima designata in conversazioni informali,non impegnative,il piano ordito ai nostri danni,e successivamente valutar le sue intemperanze nei confronti degli offensori dal punto di vista d'un avvocato d'ufficio non retribuito.
con Beaumont,l'affaire Beaumont,tristemente noto ad ogni processore qui presente,mi comportai come la madre che non aveva mai avuto;facciamo un figlio,magari due,prima il maschio e poi la femmina,per la femmina ci vuol tempo,memore della consultazione dei quaderni esoterici di Mao tze Tung che nel tempo libero si dilettava d'arti marziali,ispirandosi alla sapienza,tao yoga dell'amore.
mi diede ascolto e sostitui' la piastrina con quella di Mcgrath,il figlio del direttore,ma dopo la fuga neanche una telefonata corono' la mia solitudine.