La poesia racconta il viaggio di una persona che sta cercando di scoprire chi è davvero, dentro di sé. Jung, lo psicologo che ha studiato l’inconscio e i simboli, direbbe che questo testo parla di un percorso molto importante: diventare se stessi.All’inizio della vita spesso indossiamo delle "maschere" per farci accettare dagli altri: facciamo i bravi, i forti, i simpatici, i romantici… Ma a un certo punto ci si accorge che queste maschere non bastano più, e allora si inizia a togliere tutto ciò che è "di troppo" per arrivare all’essenza, all’anima. È proprio questo che il poeta dice: sta limando la sua identità fino a restare solo con la parte più vera di sé. Nel testo compaiono tanti personaggi famosi: Cyrano, Sigfrido, Adamo, Paride, Narciso… questi sono simboli che rappresentano parti di noi: il coraggio, l’amore non corrisposto, la tentazione, la vanità, il senso di colpa. Sono immagini universali che tutti abbiamo dentro, anche se in modo diverso. Il vero cambiamento avviene proprio quando iniziamo a riconoscere queste parti e ad accettarle, senza giudicarle. C’è anche un momento di disillusione nella poesia: guardandosi allo specchio, l’immagine non è più chiara. È come dire: "Non so più chi sono". Ma non è una fine tragica. Questo è un segnale importante: significa che qualcosa di profondo sta cambiando. La vecchia immagine di sé si sta rompendo, e ne sta nascendo una nuova, più autentica.Bel testo...Abbracci Ax,
Grazie Ninetta, sarà un bel testo ma la tua analisi anche meglio! Ti abbraccio grato!
Penso di aver sbagliato poesia....chiedo venia...purtroppo non posso correggere
Mi sembra un olocausto di te stesso : occhi blu , come il pianeta nettuno , ''spalle larghe da vichingo'' e penso faccia riferimento alle discendenze da quel popolo (infatti parli di cornice ereditata, forse da qualche avo ) e poi ci sono tanti riferimenti e particolari dipinti su questa figura, per esempio lo scudo la spada a cui ti riferisci spesso nelle tue poesie . A ritratto complicato gli dai fuoco, cioè lo distruggi e senza rimorso : è il desiderio, secondo me , di chiudere con ciò che eri , ovviamente in poesia e in arte ; cioè un'autodistruzione delle tue identità nelle quali non ti riconosci più , è un desiderio di cancellare l'identità e la stessa esistenza transitoria e soggetta a cambiamenti... Tanti auguri per il nuovo te . Bella ,piaciuta anche se triste però ci sono versi in cui mostri ironia ad esempio ''e tali rimarranno. O quasi.'' Ti abbraccio Eos