Spero sia stata completata affinchè tu possa spiccare il volo mentale, amico Ax! Bel testo, pregno di speranza intrinseca! Buon Sabato!
Le varie identità a cui si collega il bisogno interiore di essere e non apparire sono ad un certo punto passate al colino mentale dalle varie figure a cui si associano i desideri dell'anima di trovare una fissa dimora sono ormai giunti al termine ,rivedi tutti i personaggi che sei stato e che hai ammirato ma nessuno corrisponde a questo punto all'ideale nel quale incarnarsi...Il ''mattoritratto di un Glauco Apparire'', forse risponde proprio al bisogno che hai , e che generalmente si prova quando distrutto il passato c'è il bisogno di dare una forma esteriore all'anima, una forma che sia più vicina ai bisogni e alle esigenze dell'anima...Glauco , nonostante riapparve non più in età giovane, quando era un pescatore amato follemente da Scilla , poi trasformato in mostro marino dalla maga Circe perché gelosa per l'attrazione che aveva per Glauco , richiamo nelle sue doti interiori quello che era stato da giovane ; insomma voglio dire i sentimenti si conservano e restano tatuati nell'anima sempre e cercano realizzazione assumendo una identità esteriore. Glauco ricorda il suo amore per il mare, anche nel colore verde azzurro ...In realtà il tuo è tutt'altro che un matto-ritratto, forse è il ritratto nel quale ritrovi te stessa come forma da dare al contenuto . So di essere poco chiara ma conto sulla tua capacità di interpretazione... Mi è piaciuta tanto ,la condivido molto , e la sento come esigenza anche mia interiore. Ti abbraccio Eos
Grazie Eos, bel commento profondo che sono contento tu abbia assimilato, sperando porti chiarezza e positività dentro di te. Aggiungo che Glauco ha tripla valenza: il personaggio mitologico, il colore verdazzurro degli occhi e la cecità con cui certi sguardi non riescono a penetrare. Un abbraccio Ax
Anche questo é poesia, ma credo che sia solo il blocco di partenza. Tanti auguri. Ciao.
La poesia racconta il viaggio di una persona che sta cercando di scoprire chi è davvero, dentro di sé. Jung, lo psicologo che ha studiato l’inconscio e i simboli, direbbe che questo testo parla di un percorso molto importante: diventare se stessi.All’inizio della vita spesso indossiamo delle "maschere" per farci accettare dagli altri: facciamo i bravi, i forti, i simpatici, i romantici… Ma a un certo punto ci si accorge che queste maschere non bastano più, e allora si inizia a togliere tutto ciò che è "di troppo" per arrivare all’essenza, all’anima. È proprio questo che il poeta dice: sta limando la sua identità fino a restare solo con la parte più vera di sé. Nel testo compaiono tanti personaggi famosi: Cyrano, Sigfrido, Adamo, Paride, Narciso… questi sono simboli che rappresentano parti di noi: il coraggio, l’amore non corrisposto, la tentazione, la vanità, il senso di colpa. Sono immagini universali che tutti abbiamo dentro, anche se in modo diverso. Il vero cambiamento avviene proprio quando iniziamo a riconoscere queste parti e ad accettarle, senza giudicarle. C’è anche un momento di disillusione nella poesia: guardandosi allo specchio, l’immagine non è più chiara. È come dire: "Non so più chi sono". Ma non è una fine tragica. Questo è un segnale importante: significa che qualcosa di profondo sta cambiando. La vecchia immagine di sé si sta rompendo, e ne sta nascendo una nuova, più autentica.Bel testo...Abbracci Ax.
Grazie ancora Ninetta, anche per aver lasciato anche qui il commento già letto con piacere! Un abbraccio!