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Pubblicata il 12/07/2025
Mattoritratto di un Glauco Apparire

Sto limando sempre più
la mia ingombrante identità,
alla fine rimarrà soltanto l’anima
dai mille volti, da Cyrano a Sigfrido,
con sfumature di musicista interrotto
e simil poeta, astrofilo e drago stellato,
racchiuso nel profumo di un agapanthus blu.

C’era anche un Adamo del tipo pomivoro,
ricoperto da verdi foglie di fico insapore,
un Paride che rubava la mela d’oro
appena donata senza pudore,
sono rimasto un Narciso
a offuscare nel fiume
il suo vano riflesso.

L’immagine allo specchio
diventa evanescente,
la transizione è ora completata.
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Spero sia stata completata affinchè tu possa spiccare il volo mentale, amico Ax! Bel testo, pregno di speranza intrinseca! Buon Sabato!

il 12/07/2025 alle 10:58

Grazie carissimo, per il commento e l’augurio gradito! Buon weekend!

il 12/07/2025 alle 11:03

Le varie identità a cui si collega il bisogno interiore di essere e non apparire sono ad un certo punto passate al colino mentale dalle varie figure a cui si associano i desideri dell'anima di trovare una fissa dimora sono ormai giunti al termine ,rivedi tutti i personaggi che sei stato e che hai ammirato ma nessuno corrisponde a questo punto all'ideale nel quale incarnarsi...Il ''mattoritratto di un Glauco Apparire'', forse risponde proprio al bisogno che hai , e che generalmente si prova quando distrutto il passato c'è il bisogno di dare una forma esteriore all'anima, una forma che sia più vicina ai bisogni e alle esigenze dell'anima...Glauco , nonostante riapparve non più in età giovane, quando era un pescatore amato follemente da Scilla , poi trasformato in mostro marino dalla maga Circe perché gelosa per l'attrazione che aveva per Glauco , richiamo nelle sue doti interiori quello che era stato da giovane ; insomma voglio dire i sentimenti si conservano e restano tatuati nell'anima sempre e cercano realizzazione assumendo una identità esteriore. Glauco ricorda il suo amore per il mare, anche nel colore verde azzurro ...In realtà il tuo è tutt'altro che un matto-ritratto, forse è il ritratto nel quale ritrovi te stessa come forma da dare al contenuto . So di essere poco chiara ma conto sulla tua capacità di interpretazione... Mi è piaciuta tanto ,la condivido molto , e la sento come esigenza anche mia interiore. Ti abbraccio Eos

il 12/07/2025 alle 13:25

Grazie Eos, bel commento profondo che sono contento tu abbia assimilato, sperando porti chiarezza e positività dentro di te. Aggiungo che Glauco ha tripla valenza: il personaggio mitologico, il colore verdazzurro degli occhi e la cecità con cui certi sguardi non riescono a penetrare. Un abbraccio Ax

il 12/07/2025 alle 13:32

Non vi è specchio che rifletta mille anime. Sei incontenibile.

il 12/07/2025 alle 14:20

Grazie Poe, lieto della tua lettura!

il 12/07/2025 alle 14:56

Anche questo é poesia, ma credo che sia solo il blocco di partenza. Tanti auguri. Ciao.

il 12/07/2025 alle 15:22

Grazie, molto gentile!

il 12/07/2025 alle 16:46

La poesia racconta il viaggio di una persona che sta cercando di scoprire chi è davvero, dentro di sé. Jung, lo psicologo che ha studiato l’inconscio e i simboli, direbbe che questo testo parla di un percorso molto importante: diventare se stessi.All’inizio della vita spesso indossiamo delle "maschere" per farci accettare dagli altri: facciamo i bravi, i forti, i simpatici, i romantici… Ma a un certo punto ci si accorge che queste maschere non bastano più, e allora si inizia a togliere tutto ciò che è "di troppo" per arrivare all’essenza, all’anima. È proprio questo che il poeta dice: sta limando la sua identità fino a restare solo con la parte più vera di sé. Nel testo compaiono tanti personaggi famosi: Cyrano, Sigfrido, Adamo, Paride, Narciso… questi sono simboli che rappresentano parti di noi: il coraggio, l’amore non corrisposto, la tentazione, la vanità, il senso di colpa. Sono immagini universali che tutti abbiamo dentro, anche se in modo diverso. Il vero cambiamento avviene proprio quando iniziamo a riconoscere queste parti e ad accettarle, senza giudicarle. C’è anche un momento di disillusione nella poesia: guardandosi allo specchio, l’immagine non è più chiara. È come dire: "Non so più chi sono". Ma non è una fine tragica. Questo è un segnale importante: significa che qualcosa di profondo sta cambiando. La vecchia immagine di sé si sta rompendo, e ne sta nascendo una nuova, più autentica.Bel testo...Abbracci Ax.

il 12/07/2025 alle 20:19

Grazie ancora Ninetta, anche per aver lasciato anche qui il commento già letto con piacere! Un abbraccio!

il 12/07/2025 alle 20:39