sradicatore di ortaggi
rovina degli orti
che venivi tra le case
razziando.
vita invadente
temuta
che sfondava le reti
e i cortili.
e ora carcassa
rigida come pupazzo
gettato via
da bimbo annoiato.
in te una ferita.
di ignota mano
e ferro e polvere
di cartuccia esplosa.
ti hanno fermato, dunque.
dov'è ora la forza
che raschiava il terreno?
dove i muscoli temuti,
che strappavano i pali?
dove la figura imponente
che intimidiva?
resta un odore di te
di carne marcia e morte
le mosche
e le cornacchie
che puoi ancora sfamare.