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Pubblicata il 14/01/2025
A.S.: per la registrazione della recitazione del seguente scritto scrivere a p.pollaruolo65@libero.it

E straccia i miei coglioni Amore mio,
sul tram il Frocio mi accarezza, il culo ti accarezzo anch'io,
però, mentre mi cresce quasi a scoppio er pacco,
nun m'accorgo che n'artro pò te lo stacco,

su, sii bona, leccati sulle palle i peli pisciati,
chissà di quanti Ph diversi ne hai asciugati,
a lingua piena prova a lucidalle,
consolami di quelle Topastre bone solo a scoccialle,

residua lordura antica,
dalla prima volta che ho visto la fica,
strati e strati di sudore stazzonato,
ma quando fu l'ultima che me so docciato?

Brava, così, ciancicame lo scroto,
che', se per bene l'avrai con la lingua scartavetrato,
autentici frammenti di ragù dai coglioni
vedrai che già t'avranno satollato,

e il momento propizio è appena dopo sborrato,
se non t'avrò strozzato,
me raccomanno, nun te la mannà in trachea,
Tesoro, sei la meglio Svotapalle mia.
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