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Pubblicata il 27/08/2024
chissà che sapore avrà
il tuo sesso a pentimento
mentre mastichi amarene
sul tuo ventre denutrito
come un plastico sudario
ti esibisci senza sole
ed i fianchi aggrovigliati
sopra un filo d’alluminio
ti prego, non tagliare
i tuoi capelli
nell’anonima incisione
resta ancora quell’estate
io pensavo a curve,
cupole e tempi di cattura
ma un giorno andasti via
senza neanche salutare.
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Un testo che non meritava, in quanto arrogante e maleducata. La soluzione è avversa, ma tramutante in opportuna! Saluti, Jean

il 28/08/2024 alle 00:32

Verissimo, ah ah ah, sono troppo generoso. Grazie, Sir, un abbraccio e buoma giornata.

il 28/08/2024 alle 12:33

Miei spunti emersi dalla lettura: oltre una visione più o meno materialistica personale, il testo prefigura, in un modello intermedio, l'incompiutezza dell'esistenza, le inquietudini e la vacuità. In fondo il buon Dio non ha bisogno di un sacrificio espiatorio o di promesse votive per elargire la sua misericordia; se così fosse, il sacrificio si collocherebbe nell’ottica del commercio e non della grazia. La fragilità e la ricerca di senso sono condizioni connaturate all’essere umano nella connessione con il divino. Si potrebbe ritenere che esista un rapporto speciale fra l'emanazione e la forza emanante, e che un'emanazione finisca quando ha adempiuto la sua funzione. E in questo che forse si è realizzata la missione di Cristo. Il simbolo della croce può anche essere visto come un criterio della compassione lasciato all’umanità, inteso come riconoscimento della varietà della condizione umana, la diversità di atteggiamenti mentali, di interessi e inclinazioni spirituali; nella storia, le grandi guide hanno avuto compassione infinita per tutti gli esseri senzienti. Saluti.

il 28/08/2024 alle 13:00

Carissima amica poetessa, grazie di cuore per il tuo accurato, ampio e molto circostanziato intervento. Direi di sì, il testo riflette soprattutto una visione personale eminentemente materialistica ma che, inevitabilmente, si intreccia anche a sedimenti relativi a quelle inquietudini, incompiutezze, vacuità, fragilità e ricerca di senso connaturate alla natura e l'esistenza umana che tu con estrema sensibilità indichi e hai colto nel brano con mia gradita sorpresa e sincero apprezzamento. Relativamente alle tue riflessioni più prettamente filosofico-spirituali, io sono del convincimento che non sia Dio a crare l'uomo ma l'uomo a creare Dio, ma il mio radicale e irriducibile ateismo non mi preclude di esprimere piena condivisione con le tue osservazioni afferenti l'espiazione, il sacrificio e l'ottica del commercio. Sulla relazione fra "emanazione e forza emanante", ritengo che sussista un'interazione dialettica e rigeneratrice e, dunque, che la funzione non possa mai dirsi concretamente esaurita, se non in termini pragmatici e relativizzanti. Su Cristo, infine, non posso che ribadire il mio approccio ateistico e, di conseguenza, collocarlo in una dimensione prettamente e unicamente umana, escludendo qualsiasi origine e derivazione divina. Ma anche in questa circostanza, non posso che allinearmi alle tue considerazioni, esternandoti il mio fascino per la tua elaborazione simbolica della croce intesa "come riconoscimento della varietà della condizione umana". E con questa visione conclusiva, non mi resta altro che reiterare ulteriormente il mio inchino effettuato già al momento della tua intrigante e superba rivisitazione del mito di Orfeo ed Euridice. Grazie ancora di cuore, per il tuo tempo, la tua competenza e i tuoi preziosi e inestimabili spunti riflessivi. Un abbraccio.

il 28/08/2024 alle 13:30

Non sono argomenti semplici e nemmeno ordinari, come osserva anche Sir, sono opportunità. Abbraccio.

il 28/08/2024 alle 15:09

Sì, Sir ha colto bene e indicato la giusta strada: tramutare le avversità in opportunità. Grazie ancora e sempre e un abbraccio anche a te.

il 28/08/2024 alle 15:27

In essere "io sono" l'invisibile quinta stagione ove i frutti nascono in una realtà accessibile a chi scruta attraverso neutri occhi. "Ventre denutrito" (assenza di umanità, carestia di passione verso l'alto) ventre offeso da gelidi inverni senza dimora alcuna e compresso verso il basso privo di calore materno. Un Padre assente ove la semina è il "silenzio" intorno ad una immagine stinta. Novella Arcaica in eredità alla povertà consumata da retorica menzogna, innalzando "Muro del pianto". Luoghi deserti risiedono nell'anima ferita dal "dubbio" di un mancato saluto, abbandono subito che separa una mappa indecifrabile. La scrittura di qualsiasi testo prende vita dal momento in cui l'artista diviene arte. I tuoi versi sono un anfora con l'aggiunta di molti strati ove attingere dalla sorgente. Ti auguro una buona serata.

il 28/08/2024 alle 21:01

La quinta dimensione è uno sguardo con occhi diversi che si nutre nelle dimore dell’assenza. I capostipiti avvertono l’avversione della dissacrazione sensuale. I luoghi di nascita si allontanano dall’inverno ma preludono all’“eretico autunno”. Qual è l’origine incantata? Dove ruba il fuoco “l’artista che diviene arte”? Quale anfora raccoglie il vino novello? La fonte sorgiva dove attingi i tuoi versi. Grazie di cuore, Panth...

il 29/08/2024 alle 13:10

Grazie Alessan.

il 29/08/2024 alle 13:11

Caspiterina! Non vedevo tanto fermento di api intorno ad un testo dai tempi di Ravachol. Applaudo.

il 29/08/2024 alle 14:25

Ravachol? Il terrorista anarchico? Dall'Ottocento, quindi? Esagerata. Grazie mille, un abbraccio.

il 29/08/2024 alle 15:56

Grazie mille.

il 01/09/2024 alle 11:12

Il richiamo è forte e quindi cercherò di rispondere. L'origine incantata è l'infinito di mondi sconosciuti ove il fuoco brucia e riscalda il "settimo senso" . L'artista è un tramite di Madre Natura e diviene "arte" quando giunge alla consapevolezza che muore ad ogni tramonto e rinasce ad ogni alba. L'anfora è metamorfosi ove ci nutriamo di conoscenza. Noi siamo "origine" , artisti del nostro destino! Buona giornata Jean P.s Il mio nome è Stella

il 06/09/2024 alle 07:52

Bellissima questa immagine carsico-naturistica della visione e dell'arte potica. La consapevolezza come comprensione delle proiezioni catartiche e della ciclicità dell'esistenza. Il nutrimento delle coscienze nel mosto vitale dell'unione tra il sacro e l'umano. Il tuo nome riecheggia come luce di salvezza nei naufragi tra inesplorate sponde. Bellissima anche la foto e la tua chioma folta e fluente. Un saluto.

il 11/09/2024 alle 13:07

(...)

il 25/09/2024 alle 18:22

(...)

il 27/10/2024 alle 10:32