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Pubblicata il 17/03/2024
Riecheggia la tua risata
come allora spensierata,
quel filo che ancora mi lega
a te che non fosti solo collega.

Dipanavi tra mille carte
i mei scampoli d'arte,
qualche rima sparsa
ad ogni comparsa.

Conservavi volentieri
quegli scritti di ieri,
e non disperdendoli al vento
mi rendevi ben più che contento.

M'era di gran conforto
quel tuo apporto
d'una gentile impronta
che ora ti racconta.

Rivivo quei momenti,
riaffiorano sorridenti;
e se non freschezza
rimandano gaiezza.

D'immagine incompiuta
e seppur quasi muta
rivedo il tuo volto
e par che ti riascolto.

Curerò questi ricordi
ché non si facciano sordi;
rimarrai presente
nella mia mente.
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